Divorzio breve, da 6 a 12 mesi per dirsi addio. SCHEDA

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Entrano in vigore le nuove norme approvate dal Parlamento lo scorso 22 aprile. Non saranno più necessari tre anni di separazione ininterrotta dei coniugi per legittimare la domanda. La legge è retroattiva e riguarda almeno trecentomila coppie

Da 6 a 12 mesi per dirsi addio. Questa la 'rivoluzione' della riforma sul divorzio breve, approvata dal Parlamento in via definitiva il 22 aprile scorso e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio. Le nuove norme entrano in vigore a partire da oggi, 26 maggio. Queste, nel dettaglio, le principali novità della legge 55/2015, composta da 3 articoli.

Riduzione dei tempi per il divorzio - Si riduce da 3 anni a 12 mesi la durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio. Tale termine decorre dalla comparsa della coppia davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale. Per quanto riguarda le separazioni consensuali, la durata di tale periodo è  fissata in 6 mesi, anche nel caso in cui il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale.

Scioglimento comunione legale - La comunione tra coniugi, nel caso di separazione personale, si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati. In caso di separazione consensuale, lo scioglimento avviene dalla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L'ordinanza con cui i coniugi sono autorizzati a vivere separati viene comunicata all'ufficiale dello stato civile  per l'annotazione dello scioglimento della comunione.

Procedimenti in corso - L'articolo 3 della legge dispone che le nuove norme vengano applicate ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della riforma, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti, in quella data, ancora pendente.

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