Renzi: "Vorrei sindacato unico". Camusso: "Solo nei regimi"

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Il premier rivela che gli "piacerebbe arrivare" a un'unica associazione dei lavoratori, senza più "sigle su sigle". Dura reazione da Cgil, Cisl e Uil. Landini a Sky TG24: "Autoritario". Mercoledì tavolo con Poletti sui decreti attuativi del Jobs Act

Il premier Matteo Renzi rivela che gli "piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico", senza più "sigle su sigle". La reazione, stizzita, dei sindacati non si fa attendere: è una "concezione che esiste solo nei regimi totalitari", gli replica senza mezzi termini il numero uno della Cgil, Susanna Camusso. E come lei, il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, richiama i "Paesi totalitari" per dire che lì ci sono "esperienze del genere" e comunque ciò riflette "il modello dell'uomo solo al comando".
Di modello "autoritario" parla, ai microfoni di Sky TG24 anche il segretario della Fiom Maurizio Landini. (AUDIO) Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, pur con toni diversi respinge ugualmente l'idea di un sindacato unico e con essa di una legge sulla rappresentanza sostenendo che "non serve a niente alzare polveroni o buttare benzina sul fuoco", piuttosto "il governo si occupi dei problemi veri", a partire da crescita e lavoro.

Mercoledì tavolo con Paoletti sul Jobs Act - Un tavolo con il governo e nello specifico con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, intanto è in programma per mercoledì pomeriggio, quando il ministro ha convocato le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e il forum del terzo settore. Al centro dell'incontro, i decreti attuativi della legge delega lavoro, il Jobs act, tra i quali quello sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Che porterà, dunque, ad una revisione della cassa integrazione, nei limiti della durata (con un tetto nuovo), nei contributi e nella platea (allo studio l'ipotesi di estenderla alle imprese sotto i 15 dipendenti), puntando sui contratti di solidarietà.

Ultimi decreti attesi in Cdm a inizi di giugno - Come scritto già nella legge delega, sarà "impossibile" autorizzare la cassa straordinaria in caso di cessazione di attività aziendale mentre verrà previsto l'accesso alla cig solo a seguito dell'utilizzo delle possibilità contrattuali di riduzione dell'orario di lavoro. Prevista anche una maggiore contribuzione da parte delle aziende che più la utilizzano.
Salvo cambiamenti, gli ultimi decreti attuativi del Jobs act (oltre agli ammortizzatori, sono attesi quello sull'Agenzia delle ispezioni e dell'impiego, insieme al Testo semplificato dei contratti e dei rapporti di lavoro) dovrebbero arrivare in Consiglio dei ministri nella settimana di inizio giugno (la delega scade il 16).

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