Via libera alla Camera, è legge il ddl anticorruzione

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Il sì di Montecitorio è arrivato con 280 voti a favore e 53 no. Il testo, in attesa di approvazione da 797 giorni, prevede pene più severe e ripristina il reato di falso in bilancio. Grasso: "E' arrivato Godot" . Orlando: "Misure più incisive"

Con 280 voti a favore, 53 contrari e 11 astenuti la Camera ha approvato in via definitiva il ddl anticorruzione. Il testo era in attesa di approvazione da 797 giorni ed è stato licenziato senza modifiche rispetto alla versione passata in Senato. Hanno votato a favore Pd, Sel, Scelta Civica, Per l'Italia, Area Popolare, gli ex 5 stelle di Alternativa Libera. Hanno votato contro Forza Italia e M5S. La Lega si è astenuta.

Orlando: "Misure più serie e più incisive" - "Il contesto internazionale ci chiede misure più forti, più serie, più incisive come quelle che abbiamo prodotto per il contrasto alla corruzione. E quando si tratta di corrispondere a un'esigenza così profonda e così essenziale per la vita pubblica le polemiche strumentali dovrebbero essere lasciate da parte" ha detto il ministro della Giustizia Orlando in Aula prima dell'approvazione.

Renzi: "I ladri li mandiamo a casa"
- "Soltanto pochi mesi fa sarebbe stato impensabile il risultato raggiunto oggi dal Parlamento sulla lotta alla corruzione" per creare "strumenti piu' stringenti contro il crimine. E' una pagina importante che
riavvicina la politica, quando decide, alle aspettative degli italiani" ha commentato invece il premier Renzi.

Grasso: "E' arrivato Godot"
- E festeggia l'approvazione della legge anche il presidente del Senato Pietro Grasso, che aveva depositato il testo a Palazzo Madama da senatore più di due anni fa.


Boschi: "Mantenuta anche questa promessa" - "Mantenuta anche questa promessa" scrive su Twitter il ministro delle Riforme Boschi:

Cosa prevede la legge - La legge reintroduce, tra l'altro, il delitto di falso in bilancio, obbliga i condannati a restituire il maltolto e rinforza i poteri dell'Anac. Ecco i punti chiave:

- Corruzione: pene più severe - Viene punita con una pena da sei a dieci anni di reclusione la corruzione propria, commessa da pubblici ufficiali, mentre va da 6 anni nel minimo e a 10 anni e 6 mesi nel massimo quella per induzione. Per la corruzione in atti giudiziari si 'rischia' da 6 a 12 anni. Le pene aumentano in questo modo di due anni sia nel massimo che nel minimo.

- Corrotti via da contratti con PA per 5 anni -  Sale a 5 anni il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per chi è  condannato per un reato di corruzione.

- 416 bis:pene più alte per mafiosi e boss - Chi fa parte di un'associazione di stampo mafioso è punito con la reclusione da 10 a 15 anni (ora la pena va dai 7 ai 12 anni). Pene più severe per i boss alla guida del sodalizio mafioso: la pena va da 12 a 18 anni ( e non da 9 e 14). Se l'associazione è armata la pena della reclusione è aggravata:
va da 12 a 20 anni , mentre per i 'capi' in questi casi la pena va da 15 a 26 anni.

- Patteggiamento "a condizione" -  In caso di corruzione per l'esercizio della funzione, in atti giudiziari, induzione indebita concussione e peculato il patteggiamento sara' condizionato alla restituzione del prezzo o del profitto del reato.

- Più controllo all'Anac - Il pubblico ministero che procede per corruzione, concussione, ma anche turbata libertà dell'asta pubblica e traffico di influenze dovrà tenere informato il presidente dell'Autorità Anticorruzione.

- Torna il falso in bilancio -  Ripristinato il reato di falso in bilancio. Per le società quotate in borsa e le banche è prevista una reclusione da 3 a 8 anni, mentre per le società non quotate la pena scende rispettivamente a 1 e 5 anni (pena, quest'ultima, che non prevede l'uso di intercettazioni nelle indagini). Scompare inoltre la soglia di non punibilità. Il testo prevede multe più salate per le società quotate: da 400 a 600 quote. Per le non quotate la multa è minimo di 200 e massimo di 400 quote azionarie. La sanzione va da 100 a 200 quote anche per le società non quotate in caso di lieve entità del fatto.

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