Scuola, Boschi: non funziona se solo in mano ai sindacati

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Il ministro delle Riforme torna sul ddl di riforma: "Non è un prendere o lasciare ma è inaccettabile lasciare le cose come sono". Cgil: "Conferma arroganza e disprezzo per la democrazia"

La riforma della scuola "non è un prendere o lasciare", ma "quello che non è accettabile è lasciare le cose come sono. La scuola solo in mano ai sindacati funziona? Io credo di no". Così Maria Elena Boschi. Di "arroganza e disprezzo per la democrazia" parla invece la Cgil nel commentare le dichiarazioni del ministro delle Riforme.

“Attenuato il ruolo del dirigente” -
L'esponente del governo ha sottolineato l'importanza della "sfida del cambiamento" e ha rimarcato che "già nel lavoro fatto in Commissione molti aspetti della riforma sono stati modificati. Il ruolo del dirigente è stato attenuato, pur riconoscendo l'autonomia dei dirigenti che devono poter individuare l'insegnante più giusto per la loro scuola". "Nel Piano dell'offerta formativa inoltre - ha proseguito Boschi - sono coinvolti anche i docenti, le famiglie e i ragazzi più grandi". "Al Senato - ha concluso - ora c'è un passaggio fondamentale, una sfida da cogliere insieme. Rinviamo tutto? No, non ci sto".

Cgil: "Arroganza e disprezzo per la democrazia" -
Non si è fatta attendere la replica del segretario generale della Flc-Cgil: "La dichiarazione della ministra Boschi conferma l'arroganza e il disprezzo della democrazia. La scuola non è dei sindacati ma nemmeno proprietà privata del Governo. E' del Paese e di chi quotidianamente garantisce alle nuove generazioni di avere una istruzione all'altezza dei tempi".

Cinque giorni fa lo sciopero –
Le parole del ministro Boschi arrivano cinque giorni dopo lo sciopero contro il ddl che ha portato in piazza migliaia di professori e studenti in tutta Italia (FOTO). Una mobilitazione che aveva spinto il governo ad aprire al dialogo con i sindacati. "Continueremo a discutere ma senza riforma il Paese non cambia”, aveva detto Renzi.

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