25 aprile, Mattarella: “Costituzione non resti in una teca”

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In occasione della Festa della Liberazione il presidente della Repubblica torna sull’emergenza immigrazione: “Unire l’impegno in un’inflessibile lotta contro i trafficanti di essere umani e contro il terrorismo”. E sui marò: “Impegno Italia mai attenuato”

“La Costituzione non va conservata in una teca come una reliquia. Vive perché viene applicata sempre nei suoi valori. E' questo che fa vivere la Costituzione. E' mettersi insieme, discutendo". Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. "La Costituzione è una realtà viva e la sua vita e la sua applicazione è e sarà nelle vostre mani”. Il Capo dello Stato, che questa mattina ha ricevuto al Quirinale gli studenti vincitori del concorso 'Dalla resistenza alla cittadinanza attiva’, ha poi detto: “La Liberazione è una festa di libertà e di speranza che ricorda quel che abbiano conquistato grazie al sacrificio di tanti e che abbiamo il diritto e dovere di conservare e preservare".

Mattarella: “Inflessibili contro i trafficanti di uomini” - Il presidente della Repubblica è poi tornato sull’emergenza immigrazione. "Vogliamo che l'Europa democratica, protagonista settant'anni or sono nella lotta contro i responsabili dei peggiori crimini contro l'umanità, sappia rendersi consapevole oggi della propria responsabilità storica, e sia artefice di una iniziativa politica nuova verso i paesi dell'Africa e del Medio Oriente" E ancora: "Dobbiamo unire l'impegno nel soccorso umanitario, in una inflessibile lotta contro i trafficanti di esseri umani”.



Marò, Mattarella: “Impegno mai attenuato” – Il presidente ha voluto ricordare anche i due marò. “Nel momento in cui celebriamo la Festa della Liberazione, il mio pensiero va anche ai due fanti di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che da oltre tre anni attendono giustizia. A loro va il mio incoraggiamento con l'assicurazione che l'impegno dell'Italia nei loro confronti non si è attenuato".

“Da una parte si combatteva per la libertà, dall’altra per la sopraffazione” - Alla vigilia della festa della Liberazione, il Capo dello Stato, in un'intervista a la Repubblica, ha inoltre osservato: "Non c'è dubbio che ci sia pietà e rispetto per i giovani caduti nelle file di Salò che combattevano in buona fede. Questo non consente però di equiparare i campi. Da una parte si combatteva per la libertà, dall'altra per la sopraffazione".

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