Amministrative, se i partiti si scambiano i candidati

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In vista delle elezioni del 31 maggio, ad Agrigento FI sosterrà Alessi, scaricato dal Pd, mentre i democratici scelgono l'Udc Firetto. Nelle Marche gli azzurri puntano sull'ex dem Gian Mario Spacca, governatore uscente della regione

Poco più di un mese e una grossa parte d’Italia verrà chiamata al voto. Elezioni amministrative, ma comunque un banco di prova importante per partiti e schieramenti. Situazioni ingarbugliate, alleanze trasversali, nuovi incontri e definitivi addii nelle liste che appoggeranno i candidati.
7 regioni al voto e 1066 comuni, importante verifica per il Partito democratico e punto di svolta per Forza Italia, che sembra proprio aspettare queste elezioni per cambiare, rinnovarsi, modificare classe dirigente.

Nelle Marche il governatore ex Pd appoggiato da Forza Italia - Posizioni diverse in diverse regioni. Accordo trovato con la Lega Nord quasi ovunque e una situazione singolare nelle Marche, storica regione rossa, dove gli azzurri appoggeranno Gian Mario Spacca, governatore uscente del Pd, che, dopo 10 anni alla guida della regione, ha lasciato il partito e fondato una sua lista autonoma. Il Pd ha candidato Luca Ceriscioli e, secondo alcuni sondaggi, tra i 2 contendenti si prefigura un testa a testa che lascia aperta la porta ad ogni risultato.

Ad Agrigento si invertono i candidati - Situazione paradossale quella di Agrigento, dove i cittadini voteranno il nuovo sindaco. Un riassunto dei fatti è d’obbligo. Alle primarie di coalizione del centro sinistra vince Silvio Alessi, proveniente dal centro destra e molto gradito a Forza Italia. Nonostante la volontà del Pd locale di rispettare il risultato delle consultazioni, e dopo alcune esternazioni del neocandidato, dalla dirigenza nazionale del partito arriva l'ordine di scuderia di annullare le primarie.
A questo punto scende in campo il partito dell’ex Cavaliere proprio in appoggio ad Alessi e, vero coup de theatre, il Pd candida Calogero Firetto, attualmente sindaco di Porto Empedocle e esponente dell'Udc, il quale era dato per favorito come candidato unitario del centrodestra. E lo scambio dei candidati è fatto.

I casi Liguria e Veneto - Ancora scissioni in area dem. Dopo le contestate primarie in Liguria, che hanno visto vincere Raffaella Paita contro Sergio Cofferati, il partito democratico- forse presagio della situazione nazionale – si spacca e la sinistra del partito candida Luca Pastorino, civatiano, con l’appoggio dei Verdi e di Sel.
Scombussolamenti anche nella Lega Nord. Il partito di Matteo Salvini si divide proprio in Veneto, feudo leghista, dove il governatore uscente, Luca Zaia si scontrerà con l’ex collega di partito Flavio Tosi, che si presenterà alle elezioni con l’appoggio di Area popolare e di alcune liste civiche. Situazioni ingarbugliate, alleanze trasversali, appunto. Storia e evoluzione di un paese con un governo di sinistra - e un po’ di destra - e con un’opposizione che si sta formando, rinnovando o, forse, del tutto rifondando.

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