Comunali Agrigento, forzisti e Dem si scambiano i candidati

Lillo Firetto (a sinistra) e Silvio Alessi (a destra)
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Forza Italia sosterrà Silvio Alessi, scaricato dal Pd, perché ritenuto non rappresentativo dell'area di centrosinistra. Il Partito Democratico (con l’Ncd) vira invece su Lillo Firetto, dell'Udc

Silvio Alessi sarà molto probabilmente sostenuto da Forza Italia dopo aver vinto le primarie del centrosinistra. Lillo Firetto invece, candidato dell'UDC, verrà, salvo cambiamenti last minute, sostenuto dal centrosinistra. Per le Elezioni Comunali ad Agrigento i forzisti e i Dem si scambierebbero così i candidati sindaco, creando una situazione paradossale nella sfida delle amministrative.

Vittoria di Alessi nelle primarie del Pd poi annullate - In terra siciliana qualcuno parla di un vero pasticcio "all'agrigentina", con il caso che crea molti imbarazzi e che fa discutere, e non poco. Alessi, imprenditore, è anche presidente della squadra di calcio della città dei Templi. E' stato lui ad uscire vincente dalle primarie Pd, una vittoria annullata però dai vertici regionali del partito democratico dopo le dichiarazioni dello stesso Alessi che aveva detto di "non rappresentare una coalizione di centrosinistra". Detto fatto, è meglio cambiare. Così i democratici hanno deciso di convergere sul nome di Calogero Firetto, esponente centrista dell'UDC, attualmente sindaco di Porto Empedocle dopo il "no, grazie" con tanto di successivo rifiuto arrivato da parte di Angelo Capodicasa, ex presidente diessino della Regione siciliana.

Centrosinistra candida Lillo Firetto - Firetto, oggi guarda avanti e mette in evidenza: "Una contraddizione che continua ma io non voglio più occuparmi delle contraddizioni degli altri" commentando il possibile sostegno di Forza Italia al candidato Alessi. "Il nostro è un progetto chiaro e mi pare che anche il Pd abbia deciso il suo percorso - dice Alessi - la mia è una candidatura civica che non si può definire di centrosinistra ma che si apre a un progetto politico che guarda alla coalizione che sostiene il governo Renzi.” Ma il pasticcio "all'agrigentina" continua e bisognerà aspettare ancora prima di avere un quadro più chiaro in terra siciliana.

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