Poletti a Sky TG24: "Chiaro aumento dei tempi indeterminati"

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Il ministro, ospite de l'intervista di Maria Latella, torna sui 79 mila contratti in più nei primi due mesi del 2015. Sul Def: "Destinare il tesoretto a sostegno delle fasce più deboli". Poi sottolinea: "Utile l'alternanza scuola-lavoro". VIDEO

"Oggi è materialmente impossibile con i dati a disposizione sapere esattamente quale sia l'andamento dell'occupazione. Ma è chiaro che c'è un aumento dei contratti a tempo indeterminato e che si riducono quelli di collaborazione, i co co co e i tempi determinati". Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti durante l'intervista di Maria Latella in merito ai 79 mila contratti a tempo indeterminato in più nei primi due mesi del 2015 rispetto al 2014.

"A gennaio e febbraio ridotta in modo significativo la cassa integrazione" - E sui dati dell'Istat (che segnalano invece una disoccupazione in crescita a febbraio) spiega: "Noi abbiamo diffuso un dato che riguardava i posti stabilizzati, 79 mila contratti a tempo indeterminato in più. E' un dato certo. L’Istat fa un lavoro diverso, guarda tutto il mondo dell’occupazione, che comprende ad esempio anche le partite iva". Ed entrando nel merito sottolinea: "Non siamo ancora in grado di dire se questi 79 mila siano posti nuovi. Possiamo invece anche dire che sempre nei mesi di gennaio e febbraio si è ridotto in modo significativo l'uso della cassa integrazione".
Quanto a possibili previsioni sui dati di marzo: "Per il momento posso solo anticipare che l'osservatorio Veneto lavoro ci dice che nel mese di marzo è aumentato il dato dei tempi indeterminati".
E sulla Legge Fornero osserva: "Fatta in un momento di difficoltà"

"Utile l'alternanza scuola-lavoro" - Nell'intervista spazio anche al tema scuola, dopo le recenti dichiarazioni del ministro che ha definito troppi tre mesi di scuola. "Io credo che l'alternanza lavoro-scuola sia una buona cosa e che si potrebbero fare degli stage durante le vacanze". Sulle polemiche sulla riduzione delle vacanza sottolinea che "non vi sarebbe nessun obbligo" ma questa scelta è utilizzata in tutta Europa per rafforzare la formazione dei giovani che si inseriranno poi nel mercato del lavoro.

Italicum, discussione aperta ma serve decisione - Rispondendo a una domanda sulla attuale fase di confronto all'interno del Pd sull'Italicum dice: "La discussione sull'Italicum è aperta, ma serve una decisione".

Def, con tesoretto sostegno a fasce deboli, non è un intervento spot- Quanto al tesoretto da 1,6 miliardi che il Governo ha identificato nel Def, per il ministro dovrebbe andare "alla parte della società più debole, ma ne discuteremo". "L'orientamento, poi il presidente Renzi ha detto che ne discuteremo, è che il nostro Paese ha bisogno di un'azione sull'area sociale debole, poi gli strumenti sono diversi, ma credo che la parte più debole ha bisogno di sostegno" evidenzia il ministro. E sottolinea: "Non è uno spot per le regionali, non sarà riferito a situazioni identificabili alle elezioni, non c'è alcun fondamento" su questa ipotesi.
Intervenendo sullo stesso tema il ministro dell'Economia Padoan ha detto oggi che il bonus potrebbe andare ai redditi più bassi.

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