Def, Padoan: il bonus potrebbe andare ai redditi più bassi

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Il ministro dell'Economia sul cosiddetto tesoretto: “La logica di un intervento contro le povertà sarebbe la stessa che ci ha portato a introdurre il bonus degli ottanta euro”. Gli sprechi? “La revisione della spesa è viva e vegeta”

Il bonus del Def? "Le opzioni possibili sono diverse. Però posso dirle che la strategia del governo ha più dimensioni: la crescita, il risanamento, l'inclusione, e dunque il sostegno ai redditi più bassi". A dirlo è il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, intervistato da Stampa e Secolo XIX. "La logica di un intervento contro le povertà – aggiunge – sarebbe la stessa che ci ha portato a introdurre il bonus degli ottanta euro. L'evidenza empirica dice che dove la distribuzione della ricchezza è più equa, anche la crescita è migliore".
Sul bonus è intervenuto a Sky TG24 anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti per il quale dovrebbe andare "alla parte della società più debole, ma ne discuteremo".

Sprechi, la revisione della spesa è viva e vegeta -
Da Padoan anche un riferimento agli sprechi: "Margini per eliminarli ce ne sono eccome, la revisione della spesa è viva e vegeta. Siccome le cifre obiettivo sono quelle note da tempo, bisogna fare ancora molti sforzi, che noi riteniamo importanti e utili per migliorare l'efficienza pubblica".

Lavoro, “sui contributi faremo il possibile” -
Il ministro riflette poi sull'occupazione. Lo sgravio per le assunzioni a tempo indeterminato? "Sui contributi faremo il possibile per alleggerirli ulteriormente". Quanto alla clausola di salvaguardia nel Jobs Act per chi assume collaboratori, "non avremo difficoltà a trovare una soluzione per coprire costi aggiuntivi dalle nuove assunzioni, anche se fossero il doppio di quelli stimati".

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