Def, dibattito sul bonus da 1,6 miliardi

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Pubblicato il testo del Documento che contiene le linee guida dei prossimi tre anni di politica economica del Paese. Salvini: "Se ci sono risorse aggiuntive, Renzi le usi per gli esodati o lo andiamo a prendere". Camusso: "Si investa nell'occupazione"

E' stato pubblicato online sul sito del Ministero dell'Economia il Documento di economia e finanza approvato il 10 aprile dal governo. Il Def si articola in tre sezioni (Programma di stabilità, Analisi e tendenze di finanza pubblica e Programma nazionale di riforma) e sei allegati (Infrastrutture, Ambiente, Spese dello Stato in Regioni e Province autonome, Stato di attuazione della riforma della contabilità e finanza pubblica, Interventi nelle aree sottoutilizzate, Fabbisogni annuali della P.A.) (I numeri del Def).


Bonus anti-povertà - A catalizzare l'attenzione la presenza di un bonus extra da 1,6 miliardi ("non chiamatelo Tesoretto" ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi) risultato ottenuto nel calcolo tra deficit tendenziale e quello programmatico. Ancora tutto da decidere sulla destinazione finale delle risorse. Il Governo ci pensa e ci sono varie ipotesi, tra le quali anche un piano anti-povertà. Intanto il premier sottolinea la delicata questione tasse. "E' finito il tempo delle tasse da approvare. Dobbiamo far sì che i sacrifici non li facciano più i cittadini, semmai qualche politico o amministratore a vari livelli".

Critiche da Cgil e opposizione - La reazione dei sindacati però è tiepida. Se ci sono risorse aggiuntive vadano "agli investimenti all'occupazione" dice Susanna Camusso, che aggiunge: "Questo Def, per come è impostato, dà per scontato il mantenimento degli attuali livelli di disoccupazione, continuando a riproporre la ricetta dei tagli e dell'austerity" (VIDEO). Critiche anche da parte dell'opposizione. "Se veramente ci sono soldi in più siano destinati a esodati e disoccupati" afferma il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini. E aggiunge: "Siamo disposti ad andare a prendere Renzi a Palazzo Chigi se per caso non dovesse usare i soldi che ha trovato sotto il materasso per aiutare le vittime della legge Fornero" (VIDEO). "Il tesoretto non esiste, si rischia un aumento dell'Iva" dice Gasparri a nome di Forza Italia. "Bocciamo questa manovra che affossa i comuni", dice il M5S. "Vada alle famiglie per il rilancio dei consumi" chiede il Codacons.

Def: pubblicati online testi approvati in Cdm - Più in generale, gli obiettivi del Def sono "sostenere la ripresa economica evitando aumenti del prelievo fiscale e allo stesso tempo rilanciando gli investimenti; avviare il debito pubblico (in rapporto al Pil) su un percorso di riduzione, consolidando così la fiducia del mercati e riducendo la spesa per interessi; favorire gli investimenti e le iniziative per consentire un deciso recupero dell'occupazione nel prossimo triennio". 

Pressione fiscale sotto 43% dal 2015 - Nella versione definitiva del Def si legge inoltre che la pressione fiscale scenderà sotto il 43% del Pil, al 42,9% nel 2015 e al 42,6% nel 2016; il documento tiene infatti ora conto della promessa disattivazione delle clausole di salvaguardia e della classificazione degli 80 euro come sgravi fiscali.

Nel 2015 da privatizzazioni proventi pari a 0,4% Pil - Avanti con il piano di privatizzazioni varato nel 2014. Il Documento ricorda infatti che sono in corso di ultimazione le procedure amministrative che nel 2015 porteranno proventi pari a circa lo 0,4 per cento del Pil. In seguito si stima che tra il 2016 e il 2018 il programma di privatizzazioni consentirà di mobilizzare risorse pari a circa l'1,3 per cento del Pil. Saranno gli interventi normativi che culmineranno nella prossima Legge di Stabilità a rendere poi operativo il percorso programmato. Sul tavolo, si legge nelle tabelle del cronoprogramma, lo stato di avanzamento delle privatizzazioni di partecipazioni di Enel, Poste  Italiane, Ferrovie dello Stato, Enav e Grandi Stazioni.

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