Def, Renzi: "Non ci sono tagli né aumenti di tasse"

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Il premier al termine del Cdm assicura: "Non è una manovra che toglie i soldi". Incontrerà i sindaci prima di venerdì, quando arriverà l'ok al documento. Padoan diffonde le stime di crescita: il Pil +0,7% quest'anno, +1,4% nel 2016 e +1,5% nel 2017

"Non ci sono tagli e non c'è aumento delle tasse. Da quando siamo al governo l'operazione costante è di riduzione delle tasse". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, al termine del Consiglio dei ministri sul Def. Def che sarà approvato venerdì dopo che “oggi abbiamo avviato l’esame preliminare”. Il premier ha assicurato: “Non è una manovra che toglie i soldi dalle tasche degli italiani, ma sta in linea con la legge di stabilità. Le tasse non  umenteranno, un'eventuale riduzione ci sarà nella legge di stabilità per il 2016, se saremo in condizione".
Sempre venerdì mattina, ha annunciato Renzi, "ci sarà il nuovo o la nuova sottosegretaria" alla presidenza del Consiglio che andrà a sostituire Graziano Delrio, che ha preso il posto di Lupi alle Infrastrutture.

Renzi in conferenza stampa: il video


Renzi: “Incontriamo i sindaci prima di venerdì” - Il premier, durante la conferenza stampa, ha poi annunciato che "prima di venerdì incontreremo i Comuni (allarmati dalla possibilità di nuovi tagli, ndr) e se serve anche le Regioni ma ribadisco che non ci sono tagli per il 2015 ma che nel 2016, 2017, 2018 continui la revisione della spesa è un fatto banale". E ha osservato: "Trovo stravaganti alcune osservazioni che ho letto in questi giorni" da parte degli amministratori locali. Nello specifico, replicando all'allarme di Piero Fassino, definito un "ottimo sindaco", Renzi ha puntualizzato che il problema di Torino è che "deve scontare di aver violato il patto stabilità interno. Ci dicono di eliminare le conseguenze dello sforamento del patto, ma se lo facciamo con che credibilità andiamo da chi il patto lo ha rispettato?".

Padoan: “Noi prudenti, numeri del Pil potrebbero essere migliori” - Durante la conferenza stampa al termine del Cdm, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha poi dato le stime del Pil, che crescerà dello 0,7% quest'anno, dell'1,4% nel 2016 e dell'1,5% nel 2017. Il rapporto deficit/Pil dell'Italia sarà invece del 2,6% per quest'anno, del 1,8% nel 2016, dello 0,8% nel 2017. Le clausole di salvaguardia, ha aggiunto Padoan, saranno disinnescate in parte con la spending review, in parte "automaticamente" con benefici della crescita.
Quanto al debito pubblico si attesterà nel 2015 al 132,5% del Pil, scendendo nel 2016 al 130,9%, fino al 123,4% del 2018.
Il ministro ha infine osservato: "Se come noi pensiamo, si consolida la fiducia dei cittadini e delle imprese dopo che si è consolidata la fiducia nei mercati e fiducia nelle istituzioni, allora le aspettative che abbiamo adesso potrebbero essere sbagliate per difetto potremmo avere numeri più positivi".



Brunetta: "Renzi racconta balle" - "Padoan e Renzi sul Def ci hanno detto le stesse cose dell'anno scorso, cresciamo dello 0,7% e non ci sarà l'aumento delle tasse: ci prendono per scemi?". Duro il commento del leader della Lega Matteo Salvini a diMartedì su La7. Sullo stesso tono Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia. "Difficile valutare quelli che mia nonna avrebbe definito numeri al lotto" dice. Duro anche Renato Brunetta, che su Twitter scrive:

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