Spending review, svelato dopo un anno il dossier Cottarelli

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Sono pubblici solo ora i risultati della revisione della spesa effettuata dall'ex commissario. Tra le proposte: stop al cumulo delle pensioni e licenziabilità più facile per gli statali. Accusa contro i costi della politica: "Misteriosi e non accessibili"

Un anno di ritardo. Ma alla fine è caduto il velo sui documenti della spending review firmata dall'ex commissario Carlo Cottarelli. 19 rapporti su singoli capitoli stilati da altrettanti gruppi di lavoro nella primavera del 2014 che da ieri sono consultabili sul sito del governo "Revisione della spesa". Solo da ieri: infatti la “scomparsa” dei risultati di questi studi - che pur erano stati ultimati l’anno scorso - aveva suscitato non poche perplessità, forse anche per la radicalità dell’analisi politica in essi contenuta. Proposte che in toto o in parte sono rimaste sulla carta e che secondo l'ex commissario avrebbero potuto portare nel 2014 a 7 miliardi di tagli che nel 2015 sarebbero potuti salire a 18, fino ai 34 del 2016. Buone intenzioni che si sono scontrate con le scelte politiche. E che ora saranno demandate al nuovo commissario Yoram Gutgeld - consulente economico del premier - che ieri ha annunciato un piano di tagli alla spesa da 10 miliardi, piano che sarà operativo con la prossima legge di Stabilità.

Costi della politica: "Flussi misteriosi e non accessibili" - Ritornando ai documenti di Cottarelli alcune proposte emergono tra le altre: lo stop al cumolo delle pensioni, la licenziabilità più facile per gli statali e poi un vero e proprio atto d'accusa nei confronti dei costi della politica i cui flussi finanziari restano – così è scritto nel dossier dedicato a questo capitolo di spesa – “misteriosi e non accessibili” e sui cui serve più trasparenza. Tutti canali insomma attraverso cui la politica, in varie forme, succhia denaro pubblico. 700 milioni di sprechi che potrebbero essere risparmiati tra fondi ai gruppi parlamentari, accorpamento dei piccoli Comuni, riduzione del 10-20% delle retribuzioni di tutto il personale politico. Alcune indicazioni considerate “estreme” sono inoltre già state accantonate dal governo come quella di definire, entro il 2016, un piano di 90mila esuberi tra gli statali.

Proposta di ridurre le società partecipate - Per le società  partecipate il suggerimento di Cottarelli era di ridurle da 8mila a mille cominciando dalle cosiddette scatole vuote, formate cioè dal solo consiglio di amministrazione, spesso contentino per ex politici, parlamentari  e affini.  Risparmio ipotizzato: 3 miliardi. Un invito a riconsiderare i trasferimenti pubblici era stato fatto anche sul fronte "aiuti alle imprese private": i risparmi possibili erano stimati in 7,8 miliardi in due anni. Insomma, il dossier Cottarelli conferma - se ancora ce ne fosse bisogno - che i margini di risparmio nel nostro Paese su sprechi, doppioni, inefficienze, rendite di posizione, privilegi siano enormi. Basta passare dalle parole ai fatti. A tutti i livelli dell'amministrazione dello Stato.

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