Ddl anticorruzione approvato in Senato: testo alla Camera

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A Palazzo Madama via libera al testo con 165 sì, 74 voti contrari e 13 astenuti. Renzi su Twitter: "Stretta sui reati di mafia, falso in bilancio, aumentano pene per corruzione PA #lavoltabuona". Orlando: "Abbiamo rischiato e abbiamo vinto"

Il Senato ha approvato il ddl anticorruzione con 165 sì, 74 voti contrari e 13 astenuti. Il
provvedimento che aumenta le pene sulla corruzione e riforma il reato di falso in bilancio va all'esame della Camera. "Abbiamo rischiato e abbiamo vinto", ha commentato il ministro della Giustizia Orlando.

Il premier su Twitter

Cantone: "Utile, ma non avrà effetti salvifici" - Dal commissario anticorruzione Raffaele Cantone è arrivato un avvertimento. La legge anticorruzione, ha spiegato, "è un pezzo utile, ma non avrà effetti salvifici". Sarebbe un messaggio sbagliato agli italiani, ha aggiunto, far credere che " si approva il pacchetto e la corruzione sparisce".



Proteste dei senatori M5S - I grillini, dopo le consultazioni on line, hanno deciso di votare no. Nel corso del voto in aula i senatori 5Stelle hanno poi protestato per il voto falsato dai cosiddetti pianisti. "E' assurdo, un paradosso totale. Si vota una legge che vorrebbe contrastare l'illegalità che è falsata dall'irregolarità del voto sugli emendamenti" denuncia il capogruppo M5S in commissione Giustizia Cappelletti.

Il presidente del Senato


Pene più severe per i mafiosi - Ma intanto, nel giorno in cui il presidente del Senato, Pietro Grasso, parla di "reti opache di relazioni che uniscono mafiosi e criminali a politici, imprenditori, professionisti, funzionari pubblici, avvinti dal disinteresse per il bene comune, dalla collusione e dalla corruzione", si aumentano le pene proprio per l'associazione mafiosa: i boss e i loro uomini rischieranno, grazie all'approvazione dell'articolo 4, fino a 26 anni di carcere.

Patteggiamento solo se c'è risarcimento alla P.A. - Sì anche alla possibilità di poter ricorrere al patteggiamento e alla condizionale nei processi per i delitti contro la pubblica amministrazione, ma unicamente nel caso in cui ci sia stata la restituzione integrale del "maltolto". Ed ancora, con l'approvazione dell'articolo 6, è previsto l'obbligo per il Pm, quando esercita l'azione penale per i delitti contro la pubblica amministrazione, di informare il presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione. Passa l'esame dell'aula anche l'articolo 3 del disegno di legge, quello che stabilisce la riparazione pecuniaria: per i reati contro la pubblica amministrazione, in caso di condanna, il funzionario corrotto dovrà versare allo Stato una somma pari alla "mazzetta" ricevuta.

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