Corruzione: pene più severe per i mafiosi

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Il Senato ha approvato l'articolo 4 del ddl che innalza le pene per i reati di tipo mafioso, portandole fino a 26 anni per i capi clan. Consultazione online degli iscritti al M5S: l'80,3% dice no al disegno di legge

Il voto sull'anticorruzione, quello definitivo, è atteso per la serata del 1 aprile, quando in aula al Senato verrà esaminata anche la parte del provvedimento sul falso in bilancio. Intanto, il cammino del disegno di legge continua e arriva l'aumento delle pene per i mafiosi.

Il voto definitivo il 1 aprile - Dopo rimandi, attese, critiche sui tempi eccessivamente dilatati nonché su un Parlamento che per alcuni non è sembrato "convinto" nell'affrontare fino in fondo una seria lotta alla corruzione, mercoledì 1 aprile si potrebbe mettere un tassello definitivo all'impegno contro il malaffare con il voto finale del ddl (che poi però dovrà passare all'esame della Camera). I grillini, dopo le consultazioni on line, hanno deciso che voteranno no. E, nel giorno in cui il presidente del Senato, Piero Grasso, parla di "reti opache di relazioni che uniscono mafiosi e criminali a politici, imprenditori, professionisti, funzionari pubblici, avvinti dal disinteresse per il bene comune, dalla collusione e dalla corruzione", si aumentano le pene proprio per l'associazione mafiosa: i boss e i loro uomini rischieranno, grazie all'approvazione dell'articolo 4, fino a 26 anni di carcere.

Lotta alla corruzione - Sì anche alla possibilità di poter ricorrere al patteggiamento e alla condizionale nei processi per i delitti contro la pubblica amministrazione, ma unicamente nel caso in cui ci sia stata la restituzione integrale del "maltolto". Ed ancora, con l'approvazione dell'articolo 6, è previsto l'obbligo per il Pm, quando esercita l'azione penale per i delitti contro la pubblica amministrazione, di informare il presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione. Passa l'esame dell'aula anche l'articolo 3 del disegno di legge, quello che stabilisce la riparazione pecuniaria: per i reati contro la pubblica amministrazione, in caso di condanna, il funzionario corrotto dovrà versare allo Stato una somma pari alla "mazzetta" ricevuta.
I tempi del ddl sono stati dettati anche dal decreto legge sulla Pubblica amministrazione, non ancora pronto per essere incardinato in aula prima del 2 aprile.

Il M5S voterà contro - Quel che è certo è che in Aula il M5S esprimerà voto contrario. La consultazione degli iscritti sul blog di Beppe Grillo non ha infatti lasciato spiragli visto che, su 27.124 iscritti certificati, si è espresso a favore il 19,7 % dei votanti mentre ha detto "no" l'80,3%. Mentre il deputato Toninelli ha salutato con favore la decisione della base ribadendo che "serve il Daspo per i politici corrotti e un vero falso in bilancio", in Senato parere diverso è stato espresso da Michele Giarrusso il quale aveva invitato gli attivisti M5s a votare sì alla consultazione on line. Certo, ammette Giarrusso, sarebbe stato meglio avere pene più severe, così come "mancano molte cose che ritenevamo necessarie", ma è vero che sono "meglio due passi avanti che nulla".

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