Direzione Pd, Civati a minoranze: "Non partecipiamo al voto"

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Appello del deputato in vista dell’appuntamento di oggi al Nazareno, dove si discuterà della legge elettorale: "Facciamo un unico intervento e definiamo una volta per tutte il campo di chi è in minoranza". Bersani: "La sintesi tocca al segretario"

E' sfida aperta da parte di Pippo Civati al premier e segretario del Pd Matteo Renzi sul tema dell'Italicum, in vista della direzione del partito di oggi che dovrà votare proprio su questo tema. In un appello agli altri leader della minoranza Dem (Cuperlo, Bindi, Bersani, D'Attorre, Boccia e Fassina), Civati ha infatti proposto di fare "un unico intervento che ci rappresenti” e di non partecipare al voto in una direzione trasformata in “plebiscito e aut aut”. Piuttosto, la sua proposta, “facciamo le proposte in Aula, in coerenza con quanto accaduto in Senato”.


L'appello di Civate alle minoranze
- A poche ore dalla direzione democratica, convocata oggi pomeriggio al Nazareno con la legge elettorale all'ordine del giorno, sul suo blog, Civati fa due proposte alle altre minoranze del Pd. "Non partecipiamo al voto di oggi in direzione. La trasformazione della direzione in un plebiscito e aut aut non aiuta affatto e di per sé costituisce una risposta definitiva alle richieste di confronto venute da più parti”.  "Facciamo un unico intervento che ci rappresenti (e lascio volentieri  la parola): definiamo una volta per tutte - aggiunge Civati  illustrando la sua seconda proposta - il campo di chi è in minoranza, perché le ambiguità di questi mesi non hanno fatto altro che creare confusione”.

Bersani: "Tocca al segretario trovare una sintesi"
- Sul tema interviene anche Pierluigi Bersani, secondo cui "al segretario tocca il compito d'ufficio di tentare la sintesi, affrontando il tema e parlandone nel merito". Bersani si è augurato che da parte del premier non ci sia un "aut aut, spero non sia così". "Sono esterrefatto - ha proseguito - che si facciano analisi e dietrologie invece di parlare di quale democrazia vogliamo per i nostri figli. Non stiamo facendo il castello della minoranza, ma c'è il rischio che si faccia una democrazia di investitura, una sorta di presidenzialismo senza contrappesi, un'autostrada per pulsioni plebiscitarie e populiste". L'ex segretario Pd ha poi sottolineato che "è preoccupante parlare solo di quello che fa la minoranza". Alla domanda dei cronisti se firmerebbe per il Mattarellum, ha risposto: "Lo firmerei domani mattina. Se abbiamo fatto Mattarella presidente, possiamo fare il Mattarellum...".

Direzione infuocata - Renziani e esponenti della minoranza Pd si preparano così a darsi battaglia nella riunione della direzione nazionale chiamata a decidere sull'Italicum. L'esito appare scontato (Renzi ha una vastissima maggioranza) ma il clima non è dei migliori: la minoranza insiste nel chiedere profonde modifiche alla legge elettorale che sta per arrivare all'esame della Camera, ma gli uomini di Renzi chiudono a ogni proposta di cambiamento. La loro parola d'ordine è: il tempo delle mediazioni è finito, ora bisogna arrivare al sì definitivo.

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