Lotta al terrorismo: dal web a scafisti, cosa prevede il Dl

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Secondo quanto approvato in Commissione, la polizia potrà acquisire "da remoto" le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico. Per scoraggiare viaggi pericolosi, via libera alla norma "anti Greta e Vanessa". L'esame riprende giovedì mattina

Dall'obbligo di arresto in fragranza per gli scafisti alle misure più incisive sulle attività online. Sono alcune delle misure che potrebbero finire nel decreto anti-terrorismo. La Camera ha sospeso l'esame del testo che riprenderà giovedì mattina alle 9. A fronte dei 250 emendamenti presentati nella maggioranza si è inizialmente pensato di ricorrere al voto di fiducia, ma nel pomeriggio è iniziata la trattativa per evitarla. Alle opposizioni è stato chiesto di tagliare il numero degli emendamenti così da chiudere domani sera il voto su di essi, e svolgere martedì l'esame degli ordini del giorno e il voto finale.

Meno privacy per dati social e Pc –
Secondo quanto approvato in Commissione, la polizia potrà utilizzare programmi per acquisire "da remoto" le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico. Viene anche autorizzata l'intercettazione preventiva sulle reti informatiche. Il Pm potrà conservare i dati di traffico fino a 24 mesi. I provider su Internet saranno obbligati a oscurare i contenuti illeciti legati ai reati di terrorismo, pubblicati dagli utenti. L'uso del Web e di strumenti informatici per perpetrare reati di terrorismo (arruolamento di foreign fighters, propaganda, ecc) diventa un'aggravante che comporta l'obbligo di arresto in flagranza.

Per gli scafisti arresto in flagranza –
Un emendamento approvato prevede invece l'obbligo di arresto in flagranza per gli scafisti. La norma vale per "i promotori, organizzatori e finanziatori" nonché per "coloro che materialmente provvedono al trasporto" degli immigrati (tutte le foto).

Viaggi pericolosi, "responsabilità individuale" –
Oggi è stata anche approvata una norma informalmente chiamata "anti Greta e Vanessa". Stabilisce che chi intraprende viaggi all'estero i zone pericolose o li organizza avrà "l'esclusiva responsabilità individuale" sulle conseguenze. L'emendamento, voluto dal relatore Andrea Manciulli (Pd), stabilisce che il Ministero degli affari esteri "rende pubblici, attraverso il proprio sito web istituzionale, le condizioni e gli eventuali rischi per l'incolumità dei cittadini italiani che intraprendono viaggi in Paesi stranieri". La Farnesina "indica altresì, anche tramite il proprio sito web istituzionale, comportamenti rivolti ragionevolmente a ridurre i rischi, inclusa la raccomandazione di non effettuare viaggi in determinate aree". "Resta fermo - afferma quindi la norma - che le conseguenze dei viaggi all'estero ricadono nell'esclusiva responsabilità individuale di chi assume la decisione di intraprendere o di organizzare i viaggi stessi".

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