Pd, minoranza a Renzi: arrogante. Guerini: rassegnatevi

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Massimo D'Alema attacca: stop a partito a guida personalistica. E incita le minoranze: “Siate intransigenti”. Ma il vicesegretario replica: “Il premier ha stravinto”. Orfini: "Dispiace che dirigenti importanti usino toni degni di una rissa da bar"

Nuovo scontro all'interno del Partito democratico. Il primo affondo arriva questa volta da Massimo D'Alema: "Il Pd è un partito a forte componente personale e anche con un certo carico di arroganza" dice l'ex premier intervenendo all'iniziativa della minoranza Dem a Roma, "A sinistra del Pd". Per D'Alema, la minoranza del partito non si deve limitare a "lanciare ultimatum, ma essere capace di assestare colpi che, quando necessario, lascino il segno". La replica arriva prima dal presidente del partito Orfini, su Twitter, poi dal vicesegretario Lorenzo Guerini.




D'Alema, minoranza sia unita o non avrà peso - Sono due i consigli che D'Alema dà alla minoranza Pd presente all'iniziativa romana. "Il primo, che non è un appello retorico, è che questa parte del Pd può avere un peso solo se raggiunge un certo grado di unità nell'azione, altrimenti non avrà alcun peso". E a tal fine "ci si diano strumenti in cui ci si riunisce, si cerca un punto di mediazione e si decide la posizione su cui convergere". Il secondo, prosegue, "è che una componente minoritaria in un partito a forte componente personale e anche di arroganza, può avere peso solo se si muove con coerenza, definendo i punti invalicabili con assoluta intransigenza".

Bersani, da D'Alema parole sacrosante - Parole, queste, che riscuotono il plauso di Pier Luigi Bersani: "D'Alema ha detto una cosa sacrosanta: c'è tanta gente nel Pd che è in sofferenza e a disagio Dobbiamo trovare il sistema anche dal punto organizzativo per dialogare con questi mondi". Così l'ex segretario del partito commenta la proposta di un'associazione per la "rinascita della sinistra". "Conoscendolo non credo che stia strizzando l'occhio a Landini" aggiunge l'ex segretario del Pd.

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