Lupi lascia: "Mi dimetto per proteggere la mia famiglia"

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Il ministro delle Infrastrutture annuncerà il passo indietro dopo aver parlato in Aula alla Camera. Il suo nome è comparso, senza che sia indagato, nelle indagini sulle grandi opere della Procura di Firenze. "Una scelta saggia" commenta Renzi

Maurizio Lupi si dimetterà venerdì da Ministro delle Infrastrutture. La decisione è arrivata dopo diversi giorni di pressing politico da parte delle opposizioni e di componenti all'interno della maggioranza, dopo che il suo nome e quello di suo figlio erano comparsi, senza essere indagati, nelle carte dell'inchiesta della procura di Firenze sulle Grandi Opere. "Una scelta saggia per sè, per Ncd e per il governo" si è limitato a commentare il premier Matteo Renzi.

Dimissioni dopo informativa alla Camera - "Domani (venerdì, ndr) al termine dell'informativa" alla Camera, "rassegnerò le dimissioni" ha spiegato il ministro, aggiungendo che "questa mia decisione rafforzerà l'azione del governo". Lupi ha anche precisato che il suo passo indietro "non vuol dire ritirarmi alla politica, perché non c'è bisogno di una poltrona per fare politica". "La cosa migliore - ha aggiunto - è che io mi assuma tutte le mie responsabilità ma salvaguardi la mia famiglia".

In mattinata colloquio con Renzi - Lupi ha confermato anche di aver avuto questa mattina un lungo colloquio a Palazzo Chigi con  il presidente del Consiglio Matteo Renzi, e di aver informato della sua decisione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma ha precisato che dal presidente del Consiglio non è arrivata nessuna richiesta di dimissioni e che la decisione è solamente sua. "Ho voluto fortemente l'informativa in Parlamento - ha poi aggiunto - perché voglio rispondere alle doverose e legittime domande che i gruppi parlamentari e i giornalisti si sono posti da quando è scoppiato lo scandalo" dei grandi appalti ha aggiunto il ministri.

Lupi: "Lasciate stare mio figlio" - Entrando poi nel dettaglio dell'inchiesta Lupi si è difeso, sostendo "ma perché dovrei chiedere a Incalza di fare pressioni su Perotti per raccomandare mio figlio se avrei potuto chiamarlo direttamente?". Il ministro ha poi affermato: "Attaccate me ma lasciate stare mio figlio. Mio figlio è stato mandato dal politecnico di Milano a fare sei mesi di tesi e di stage a tremila dollari al mese e per sei mesi lavora presso uno studio di San Francisco".

Tensione nell'Ncd - Maurizio Lupi è destinato a diventare ora il capogruppo di Ncd alla Camera. Ma all'interno della maggioranza il suo passo indietro potrebbe creare delle crepe. "Da domani le cose si complicano, cambiano gli equilibri" sostiene Nunzia De Girolamo, compagna di partito di Lupi. "Io confermo la mia posizione: uscirei dal governo. Ncd non può essere un partito che è utile quando Berlusconi si tira indietro ma che quando un suo ministro commette una leggerezza, non e' piu' utile e Lupi si deve dimettere invece altri sottosegretari indagati restano al loro posto" ha commentato.

L'inchiesta di Firenze -
Lupi e il figlio Luca compaiono nelle carte dell'inchiesta di Firenze su presunti illeciti nella gestione di appalti di importanti opere pubbliche per i loro rapporti personali con alcuni indagati, tra cui l'ex dirigente del ministero dei Trasporti Ercole Incalza. Parlando ieri alla Camera il ministro si è difeso dicendo che la sua azione al ministero è sempre stata ispirata alla massima trasparenza e correttezza.

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