Lupi, domani l'informativa: pressing sulle dimissioni

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Tiene banco il caso del ministro, il cui nome compare nell'inchiesta sugli appalti, e che questa mattina si è visto con Renzi e Alfano. Dopo M5s e Sel, attacca anche la minoranza Pd: “Situazione insostenibile”

Continua la bufera sul ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Il suo nome compare più volte nell'inchiesta sulle Grandi Opere di Firenze seppure non da indagato. La mozione di sfiducia presentata dal M5s e da Sel, sarà votata martedì 24 alle 16 alla Camera. Ma secondo alcune fonti, il ministro potrebbe dimettersi già domani, dopo l'informativa che terrà alla Camera su richiesta della maggioranza.

Le pressioni nella maggioranza -
Anche nella coalizione di governo crescono infatti le pressioni affinché faccia un passo indietro prima di arrivare al voto sulla mozione. "Ritengo che, al netto di qualunque scelta garantista, la situazione sia abbastanza insostenibile", ha detto Gianni Cuperlo della minoranza Pd. Anche il capogruppo del partito al Senato, Luigi Zanda, ritiene critica la posizione di Lupi: "La politica ha le sue regole. A volte, per le dimissioni, è sufficiente una responsabilità oggettiva", ha detto l'esponente renziano del partito. E' in corso comunque un dibattito sia nel Pd che nell'Ncd sugli effetti delle probabili dimissioni sull'assetto della maggioranza di governo.

La difesa di Lupi -
Lupi e il figlio Luca compaiono nelle carte dell'inchiesta di Firenze su presunti illeciti nella gestione di appalti di importanti opere pubbliche per i loro rapporti personali con alcuni indagati, tra cui l'ex dirigente del ministero dei Trasporti Ercole Incalza. Parlando ieri alla Camera il ministro si è difeso dicendo che la sua azione al ministero è sempre stata ispirata alla massima trasparenza e correttezza.

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