Lupi: "Non ho mai fatto pressioni per mio figlio"

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Il ministro delle Infrastrutture, il cui nome compare nell’inchiesta sugli appalti Expo e Tav, si difende dalle accuse e dice: "Le risposte le darò in Parlamento". Alfano: "Non si dimetterà”. Ma Fassina: “Dovrebbe farlo”. Alle 15 question time alla Camera

"Non ho mai fatto pressioni per far assumere mio figlio e quindi non ci potrà mai essere intercettazione su questo. Anche perché mio figlio non ne aveva bisogno". Così il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, dopo la comparsa del suo nome nell'inchiesta sugli appalti di Expo e Tav, si difende dalle accuse conversando con i giornalisti a Milano all'inaugurazione della Fiera Made Expo. E sottolinea: "Voglio andare in Parlamento a riferire sulle scelte. Devo dare tutte le risposte politiche e individuali, la maggioranza valuterà sulle mie parole".
Secondo le intercettazioni, riportate da alcuni giornali, il ministro avrebbe infatti fatto alcune telefonate ad Ercole Incalza, super-dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici (ora consulente esterno) arrestato nell'inchiesta di Firenze che ipotizza l'esistenza di un 'sistema' di tangenti per l'assegnazione di appalti pubblici, per chiedergli di incontrare suo figlio appena laureato in ingegneria.
Lupi, che comunque non è indagato, sarà alle 15 alla Camera per rispondere, nell'ambito del question time, ad alcuni quesiti presentati dalle opposizioni riguardanti i quadri di alto livello del suo Ministero.
Il M5S e Sel hanno presentato alla Camera una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Lupi: "Renzi non mi ha chiesto un gesto spontaneo" - "Renzi non mi ha chiesto nessun gesto spontaneo: io credo che debba dare come è giusto che sia tutte le risposte politiche perché ho letto da più parti osservazioni e domande giustissime sulla politica del ministero" ha detto ancora il ministro Maurizio Lupi ai cronisti aggiungendo che risponderà "anche alle domande più puntuali che sono emerse dalle intercettazioni".
E a chi gli chiede se nella notte appena trascorsa abbia pensato alle dimissioni dice: "Io credo che da quando sono uscite le carte dell'inchiesta e gli arresti di lunedì ognuno di noi debba fare delle riflessioni rispetto al lavoro forte e importante che ha fatto".

Alfano: "Lupi una persona onesta" - In difesa di Lupi è intervenuto il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Lupi non ha pensato all'ipotesi delle dimissioni. Noi e lui riteniamo corretto invece non perdere tempo sulla informativa in Parlamento". E ha aggiunto: “Sosteniamo Maurizio Lupi perché abbiamo piena fiducia in lui e crediamo in lui. E' una persona per bene e onesta e questo è il punto da cui partire", dice Alfano ricordando che "nessun magistrato l'ha indagato". "Non essendoci questioni giudiziarie ma unicamente politiche c'è un luogo in cui propriamente si può spiegare ed è il Parlamento: si può benissimo anticipare la sua presenza, lui è prontissimo".

Fassina: Lupi lasci, situazione insostenibile - "Il presidente del Consiglio credo abbia chiara la gravità della situazione e ritengo che dovrebbe convincere Lupi ad assumersi le sue responsabilità". Cosi' il deputato della minoranza Pd Stefano Fassina, in un'intervista a Repubblica. E al giornalista che gli chiede se sia pronto a votare la mozione di sfiducia di Sel e M5S nel caso in cui il ministro non lasci l'incarico dice: "Non dobbiamo arrivare a quel punto. Bisogna chiarire prima la vicenda senza arrivare alle mozioni". "Lupi - continua l'ex responsabile economico Pd - non è indagato. Tuttavia emergono fatti per i quali è difficile non riconoscere che ha una diretta responsabilità politica. Sulla stessa linea Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra e vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, che su Twitter scrive:

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