Falso in bilancio: pene, sanzioni e procedura. La scheda

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Nell'emendamento al ddl anticorruzione torna la procedura d'ufficio contro le irregolarità nei conti delle aziende. Prevista inoltre la reclusione fino a otto anni per le società quotate e a cinque anni per le non quotate

Alla fine l'emendamento 'Godot', sul falso in bilancio è arrivato, peraltro proprio nel giorno in cui un nuovo clamoroso filone d'inchiesta su appalti e corruzione occupa la scena. "Alleluja", è il saluto di Pietro Grasso all'ormai famoso emendamento sul falso in bilancio al ddl anticorruzione annunciato da mesi dal Guardasigilli Andrea Orlando.

Ecco i punti salienti della riforma:


Pene - Per le società quotate in borsa e le banche è prevista una reclusione da 3 a 8 anni, mentre per le società non quotate la pena scende rispettivamente a 1 e 5 anni (pena, quest'ultima, che non prevede l'uso di intercettazioni nelle indagini). Scompare inoltre la soglia di non punibilità.

Sanzioni - Per le società quotate sono previste sanzioni pecuniarie che vanno da 400 a 600 quote, mentre per le aziende non quotate si scende a una sanzione da 200 a 400 quote. Sanzione che scende ulteriormente alla forbice 100-200 quote, per le società alle quali è riconosciuto il fatto di lieve entità.

Procedibilità - In base al testo dell'emendamento per il reato di falso in bilancio la procura può procedere d'ufficio. La procedibilità per querela resta solamente per le società molto piccole, quelle per le quali il codice civile non prevede il fallimento.

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