Berlusconi: "Su riforme martedì voteremo contro"

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"Il centrodestra torna di nuovo insieme" annuncia l'ex Cavaliere in collegamento con una convention a Bari. Salvini: "Se FI vota contro, poi ragioniamo fra opposizioni". Fitto diserta l'appuntamento pugliese. Renzi: "Puntiamo a referendum finale"

"Martedì voteremo contro le riforme". Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con la kermesse in corso a Bari per il lancio ufficiale della campagna elettorale di Schittulli alle Regionali, annuncia il suo no alle riforme istituzionali, un tempo oggetto del patto del Nazareno col premier Renzi. "Oggi – dice il leader di Fi – si apre davanti a noi, con tutto il centrodestra finalmente di nuovo insieme, una nuova fase che partirà martedì quando voteremo contro le riforme e diremo no alla arroganza e prepotenza del Pd che è stato incapace di cambiare se stesso e il paese".

Renzi: "Puntiamo al referendum, decidono i cittadini" - Intanto sulle riforme interviene anche il premier Renzi: "Martedì andiamo alla Camera con il voto finale della seconda lettura. Puntiamo al referendum finale perché per noi decidono i cittadini, con buona pace di chi ci accusa di atteggiamento autoritario".

Salvini: "Se Fi vota contro, pronti a ragionare tra opposizioni" - Il segretario della Lega, Matteo Salvini guarda invece con favore alla svolta di Forza Italia: "Se FI vota contro, come normale, poi ragioniamo fra opposizioni"."Basta condividere il progetto di Italia futura e di Europa - aggiunge -, poi non imponiamo niente a nessuno".

Fitto diserta convention di Bari - Assente all’appuntamento forzista di Bari il leader della fronda interna al partito Raffaele Fitto, a Palermo per una manifestazione del suo movimento dei Ricostruttori. "Questo nostro appuntamento palermitano - dice - è stato organizzato più di 20 giorni fa, non c'è nessuna intenzione polemica, vogliamo solo ribadire la volontà di parlare di contenuti: dalla questione dell'immigrazione, a quella dell'Europa, alle riforme costituzionali”.
“Non sono contro Berlusconi - aggiunge - su alcuni punti nel passato abbiamo fallito e per ripartire dobbiamo necessariamente ammettere i nostri errori".  "Berlusconi - conclude - ha due opzioni: chiudersi in un bunker con alcuni collaboratori o ascoltarci e fare regole che ci portino a candidati eletti e non nominati".

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