La responsabilità civile dei giudici è legge. Anm critica

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Con 265 voti a favore, 51 contrati e 63 astenuti la Camera dà il via libera alla riforma. Chi ha subito un danno potrà chiedere il risarcimento allo Stato, che ha l'obbligo di rivalersi sul giudice. L'associazione magistrati: "Norme anti toghe"

Cambiano le regole sulla responsabilità civile dei magistrati. Con 265 sì, 51 voti contrari e 63 astenuti, la Camera dei deputati ha infatti approvato la riforma della responsabilità civile delle toghe. A favore i voti del Pd, mentre la Lega, Fi, Sel, Fdi e Alternativa Libera si sono astenuti. Il M5S ha votato contro.  La riforma, già licenziata dal Senato, ora è legge. Il testo investe una materia su cui pende una procedura d'infrazione in sede Europea per mancata applicazione del diritto comunitario e per la quale l'Italia rischiava di pagare una multa stimata in 37 milioni. Anche per questo, per far approvare la legge in modo più celebre il governo aveva dato parere negativo a tutti gli emendamenti.



Anm: "Pessimo segnale"
- Ora chi ha subito un danno dalla giustizia potrà chiedere i danni allo Stato, che ha l'obbligo di rivalersi sul magistrato. "E' un pessimo segnale, la politica approva una legge contro i magistrati" è stato il commento dell'Associazione Nazionale Magistrati. E tutto questo accade in un momento - sottolinea l'Anm - mentre c'e' una "corruzione dilagante".

Questi i punti principali del provvedimento:

Responsabilità indiretta
-  Resta fermo il principio per cui è lo Stato che risarcisce direttamente i danni della malagiustizia potendo solo in seconda battuta rifarsi sul magistrato. Il cittadino che ha patito un danno ingiusto, in altri termini, potrà esercitare l'azione risarcitoria esclusivamente nei confronti dello Stato.

Obbligo di rivalsa
- L'azione di rivalsa dello Stato diventa obbligatoria. Il risarcimento al magistrato dovrà essere chiesto entro due anni dalla sentenza di condanna nel caso di diniego di giustizia o quando la violazione è stata determinata da dolo o negligenza inescusabile. Quanto all'entità della rivalsa, cresce la soglia attualmente fissata a un terzo: il magistrato risponderà ora con lo stipendio netto annuo fino alla metà. Se vi è dolo, l'azione risarcitoria è però totale.

Soppressione del "filtro"
- Niente più controlli preliminari di ammissibilità della domanda di risarcimento contro lo Stato. L'attività di 'filtro' (verifica dei presupposti e valutazione di manifesta infondatezza) oggi affidata al tribunale distrettuale è cancellata.

Confini della colpa grave - Si ridefiniscono e integrano le ipotesi di colpa grave. Oltre che per l'affermazione di un fatto inesistente o la negazione di un fatto esistente, scatterà la colpa grave in caso di violazione manifesta della legge e del diritto comunitario e in caso di travisamento del fatto o delle prove. Colpa grave sarà anche l'emissione di un provvedimento cautelare personale o reale al di fuori dei casi consentiti dalla legge o senza motivazione.

Travisamento fatto o prove - I lavori parlamentari, richiamandosi a un'interpretazione costituzionalmente orientata della norma, hanno chiarito come il 'travisamento' rilevante ai fini della responsabilità civile del magistrato sia unicamente quello macroscopico ed evidente, tale da non richiedere alcun approfondimento di carattere interpretativo o valutativo.

Clausola salvaguardia - Viene ridelineata la portata della 'clausola di salvaguardia': pur confermando che il magistrato non è chiamato a rispondere dell'attività di interpretazione della legge e di valutazione del fatto e delle prove, si escludono espressamente da tale ambito di irresponsabilità i casi di dolo, di colpa grave e violazione manifesta della legge e del diritto della Ue.

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