Jobs act, minoranza Pd: è uno schiaffo. Critiche da Boldrini

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Polemiche dopo l'approvazione dei decreti. Fassina: "Grave per democrazia contraddire Parlamento". Per Cgil è ammuina. La presidente della Camera: "No all'uomo solo al comando". Alfano: "Ponti a rinnovare patto con Renzi. Avanti fino al 2018"

Da una parte la minoranza Pd, che parla di "schiaffo", la Cgil che definisce il Jobs Act "solo un'ammuina" e la presidente della Camera, Laura Boldrini, che avverte: "no all'uomo solo al comando". Dall'altra Ncd che rivendica il successo del provvedimento con Angelino Alfano che a Sky TG24 dichiara che "i risultati del governo sono stati raggiunti grazie ai moderati" e poi dice di essere pronto a "rinnovare il patto con Renzi e andare avanti fino al 2018". Il giorno dopo l’ok del governo, i decreti attuativi sulla riforma del Lavoro (ecco cosa prevedono) restano al centro del dibattito politico. E tornano a spaccare il Pd.

Fassina: schiaffo al Pd - La minoranza Dem, infatti, non ci sta. E punta il dito contro Matteo Renzi colpevole di aver schiaffeggiato il Pd e di aver creato una gran brutta frattura con il Parlamento. E lo accusa di aver voltato le spalle a quanto era stato deciso dalle Commissioni parlamentari. Tuonano Fassina, Cuperlo, D'Attorre.
Poco importa che il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, spiega che "nel 2015 possiamo 'regalare' all'Italia 100-200mila occupati in più". Quello vissuto dalla sinistradem è stato quasi più di un tradimento. "Un pericolo per la democrazia, del Paese e del partito, una deriva plebiscitaria della democrazia", per dirla con Fassina. "Altro che giornata storica, come dice il nostro presidente del Consiglio - carica Gianni Cuperlo - I lavoratori sentono di aver perso qualcosa della loro storia e della loro dignità". E c'è poi Alfredo D'Attorre che parla di un prima - "quello delle promesse di Renzi, della cancellazione di tutte le forme di precariato" - e di un dopo, "quello dell'addio alle tutele". Insomma, "questa è la dimostrazione che Renzi, quando può, ignora il consenso del Pd", dice ancora D'Attorre. E questo essere messi nell'angolo, "ancora una volta", dal premier e soprattutto dal loro segretario, alla sinistradem proprio non va giù.

Critiche da Boldrini - Severa è anche la posizione della presidente della Camera, Laura Boldrini, che lamenta come il Governo abbia ignorato il Parlamento: bisognava considerare le Commissioni, avvertendo anche e soprattutto dei pericoli "dell'uomo solo al comando". Immediata la risposta di Debora Serracchiani: "Spiace che la Presidente della Camera che ricopre un ruolo terzo, di garanzia, si pronunci in questo modo sulle riforme portate avanti dal governo, sapendo bene che il parere delle Commissioni non è vincolante. Quanto all'uomo solo al comando, ricordo sommessamente che il Pd è una squadra di donne e di uomini, che portano avanti un lavoro di gruppo, uno sforzo comune, un'idea di futuro insieme".
E se il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ribadisce che "chi ha voti va avanti", anche la sinistradem ribadisce che andrà avanti, sull'Italicum ad esempio: "Ci batteremo per modificarlo". Tuonano anche i sindacati: "Il governo ha deciso da solo ed ha deciso male", dice Annamaria Furlan; la Cgil chiosa: "Solo ammuina, così non si cambia verso".

Madia: "Dopo 20 anni alla flex si aggiunge security" - Il ministro della Pubblica Amministrazione Madia, in un tweet, commenta invece in modo positivo quanto approvato dal suo governo



Ncd: "Giornata storica" - E mentre M5S con Di Maio parla di una "presa per i fondelli" (video), pareri positivi arrivano anche da Ncd. "Quella del 20 febbraio è una giornata storica per il lavoro italiano, la ragione stessa per cui esiste questo governo: il coraggio di cambiare davvero il Paese", commenta il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi (video). "E' stato fatto -  ha aggiunto Lupi a margine dei lavori della Winter School di Ncd al Sestriere - qualcosa che non era mai riuscito in passato e ricordo che c’è chi, penso per esempio a Marco Biagi, ha perso la vita per questo".

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