Libia, Renzi: "Non è il tempo di un intervento militare"

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Il premier: "Italia pronta a fare la sua parte, non ci tiriamo indietro". Alfano convoca vertici del Viminale. Salvini: "Da guerra 2011 solo disastri". Grillo: "Decidere non spetta al governo ma al capo dello Stato". Giovedì a Washington Mogherini-Kerry

"Non è tempo dell'intervento militare". Mentre la situazione in Libia peggiora di ora in ora, con i jihadisti dell'Isis che proseguono la loro avanzata nonostante i raid dell'Egitto, il premier Matteo Renzi frena sull'ipotesi ventilata nei giorni scorsi dai ministri degli Esteri Gentiloni e della Difesa Pinotti.  "La Libia è fuori controllo, è fondamentale che il problema non sia solo italiano ma internazionale - ha continuato il premier - Ci assumiamo la nostra responsabilità e non giriamo la testa dall'altra parte, sempre cercando di avere la massima condivisione internazionale".
E ancora: "Il nostro governo lavora a una soluzione, apprezzo molto che sulla politica estera non ci siano divisioni tra i partiti. Vedremo che fare quando sarà il momento".
Renzi ha voluto sottolineare che "gli attentati di queste ore sono tutti di cittadini europei, residenti e cresciuti nei Paesi di origine. Questo non significa voler sottovalutare i problemi in Libia o in Siria ma la realtà e più complessa dei nostri slogan" (VIDEO).



Intanto al Viminale si è svolto un vertice convocato dal ministro dell'Interno Angelino Alfano. L'emergenza sarà anche al centro di un incontro che si terrà a Washington tra Federica Mogherini, John Kerry, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shukri, ed i capi delle diplomazie dei Paesi della regione.

Pinotti: "La diplomazia deve correre"
- Per la Libia "è urgente che la diplomazia in questo momento corra" dice oggi anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti. A giudizio del ministro in Libia "bisogna mettere intorno a un tavolo i soggetti moderati". E dopo questo primo passo c'è la necessità che "la comunita' internazionale dia una mano alla stabilizzazione interna" (video).

Al telefono con al-Sisi
- Il premier ha avuto anche un lungo colloquio telefonico con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi sulla crisi libica. Al presidente egiziano, secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, "Renzi ha espresso il suo cordoglio e solidarietà per le vittime uccise dall'Isis. Al centro del colloquio la lotta contro il terrorismo, con particolare riguardo alla situazione libica, e ai passi politici e diplomatici nel quadro del Consiglio di Sicurezza Onu per riportare sicurezza e pace nel Paese”.

Il tweet del portavoce di Renzi, con la foto mentre telefona ad al Sisi:


Salvini: “Con sbarchi ci portiamo terrorismo in casa” - “La maggioranza di governo non ne sta azzeccando una”. Sono le parole del segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato da Sky TG24: “La guerra in Libia nel 2011 ha portato solo disastri. Prima di pensare a fare guerre bisogna sospendere qualsiasi tipo di sbarchi, perché ci stiamo portando il terrorismo in casa”.



Grillo: “Guerra? Non spetta a Renzi decidere” - "Se Renzie vuole la guerra ci vada lui con Napolitano al seguito. Vedendoli, l'Isis si farà una gran risata e ci risparmierà". Così Belle Grillo sul blog. "Non spetta al Governo - dice - decidere se entrare in guerra ma ancora al Presidente. Aspettiamo un monito dal Presidente, anche piccolo piccolo, al bulletto di Rignano. No alla guerra".

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