Renzi dopo l'ok alle riforme: "Meno politici e più politica"

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Il premier su Twitter commenta l'approvazione degli emendamenti dopo la maratona notturna e annuncia decreti legislativi su partite IVA e maternità nel prossimo consiglio dei ministri. M5S: "Mattarella non stia a guardare". LE PRINCIPALI NOVITA': SCHEDA

"Meno politici, più politica, è la volta buona". Così Matteo Renzi su Twitter manifesta la propria soddisfazione a poche ore dall'approvazione degli emendamenti sulla riforma costituzionale (le principali novità: scheda).


"Nel prossimo Cdm partite iva e maternità" - Un via libera arrivato al termine di una lunga maratona notturna (foto) che ha visto la maggioranza agire sostanzialmente in solitaria nonostante le aspre richieste delle opposizioni. L'ok finale al testo da parte di Montecitorio (il secondo dei quattro passaggi necessari) è atteso entro i primi giorni di marzo. In un altro tweet Renzi ha poi annunciato quali saranno le prossime misure del Consiglio dei ministri.


Renzi: "Errore fermarsi ora"
- Concetti poi ribaditi anche in serata, quando il premier afferma che "sarebbe stato errore fermarsi. Sono 20 anni che l'Italia si ferma. Abbiamo fatto di tutto perché le opposizioni ci fossero, se se ne vanno cosa possiamo farci?". Il tutto condito con l'ironia di un "abbraccio a gufi e sorci verdi" diretto a chi, come il capogruppo di Forza Italia Brunetta, aveva promesso di rendergli la vita impossibile in aula.

M5S: "Mattarella non può restare a guardare" - E le opposizioni? Dopo la conferenza stampa congiunta di Forza Italia, Lega e Sel di venerdì, Sisto di Forza Italia fa notare come fosse desolante l'aula semivuota durante le votazioni (video), mentre il Movimento 5 stelle chiede con Di Battista l'intervento del presidente Mattarella: "Non può restare a guardare", dice, dopo quello che è accaduto nelle ultime votazioni. Nichi Vendola parla di "bullismo istituzionale" di Renzi, mentre il leghista Roberto Calderoli sostiene che c'e' stata "una palese violazione dei piu' elementari principi di rappresentanza democratica".

Tensioni anche nel Pd - Anche la minoranza del Pd preannuncia battaglia alla Direzione del Pd in programma lunedì, seppur con accenti assai diversi. Francesco Boccia minaccia di non votare al momento del voto finale sul testo, ai primi di marzo, se il governo non riapre il dialogo così da ricondurre in aula le opposizioni. Ma altri esponenti come Alfredo D'Attorre sottolineano piuttosto che l'obiettivo della minoranza "è riportare le opposizioni in Aula, non di uscire anche lei". "Basta accendere micce" ammonisce Pierluigi Bersani. La richiesta è che Renzi riporti le opposizioni in aula, aprendo alla possibilità di cambiare il testo in Senato.


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