Riforme, opposizioni via dall'Aula. Renzi: no a ricatti

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M5S, Sel, Lega e Forza Italia annunciano che non partecipano alla votazione. Brunetta: "Altro che Aventino, gli faremo vedere i sorci verdi". Il presidente del Consiglio: "Vogliono bloccare il governo, non la Camera". Nella notte, rissa a Montecitorio

L'opposizione che lascia l'Aula, la maggioranza determinata ad andare avanti ad oltranza. Sulle riforme è ancora scontro a Montecitorio. "Vogliono solo bloccare il governo, non le riforme" afferma il presidente del Consiglio e segretario Pd, Matteo Renzi, precisando di non avere intenzione di cedere a quello che definisce "un ricatto" delle opposizioni.

Renzi: no a ricatti - Alle proposte dei grillini e di Sel, che finora hanno fatto ostruzionismo in aula, di rinviare a marzo il voto di alcuni articoli del ddl, Renzi risponde di no: "Chiudiamo sabato - afferma incontrando i deputati Pd -. Lasciamo aperta la porta, ma non accettiamo ricatti. Non mi sono fatto condizionare da Silvio Berlusconi sul presidente della Repubblica, non mi faccio certo ricattare da Grillo sulle riforme". L'Iter prevede dunque che gli articoli del disegno di legge costituzionale che abolisce il Senato elettivo e rafforza le competenze dello Stato rispetto alle Regioni vengano votati entro domani, sabato 14 febbraio, a Montecitorio, mentre il voto finale dovrebbe slittare alla prima settimana di marzo.

Il Pd si spacca - Il Pd ha i numeri per andare avanti da solo, dice alla Camera il capogruppo del Pd, Roberto Speranza, ma fa un appello all'opposizione affinché non lasci l'emiciclo e continui a partecipare all'esame del ddl costituzionale. "Spero che l'opposizione rientri" si augura la terza carica dello Stato, Laura Boldrini. Fassina e Civati, invece, vanno controcorrente e chiedono al loro partito di sospendere i lavori: "Il fatto politico che si è verificato con l'abbandono dell'Aula da parte dell'opposizione è molto grave".


M5S, Lega e Sel via dall'Aula. Brunetta: vedranno i sorci verdi - Le opposizioni, dal canto loro, tirano dritto. E in una conferenza stampa congiunta annunciano ufficialmente l'uscita dall'Aula, ovvero la decisione di non votare: "Denunciamo la deriva autoritaria del governo" afferma Renato Brunetta (Fi) che parla con al suo fianco i capigruppo di Lega, Sel, MsS e Fratelli d'Italia. E aggiunge: "Gli faremo vedere i sorci verdi". Arturo Scotto (Sel) afferma invece che "l'arroganza cui abbiamo assistito di Renzi e del Pd non ha precedenti".

Rissa nella notte - In ogni caso il muro contro muro sul pacchetto costituzionale dura da più giorni. Ma è nella notte appena trascorsa che si sono registrati forti momenti di tensione (FOTO - VIDEO). Tanto che il premier è piombato in Aula proprio per dare un segnale contro l'ostruzionismo: "Non accettiamo lezioni di onestà" ha detto oggi facendo riferimento ai cori levatisi dai banchi del Movimento durante la seduta notturna.
Dopo un 'parapiglia' che ha coinvolto deputati del Pd e di Sel (Gianni Melilla di Sel ferito ad una mano è andato anche nell'infermeria di Montecitorio; un'altra deputata di Sel, Donatella Duranti, dolorante ad una spalla, ha ricevuto un calcio durante la rissa) è stata sospesa più volte la seduta. Alla fine il bilancio è di 13 espulsi: si tratta di Carla Ruocco, Alfonso Bonafede, Alessandro Di Battista, Davide Tripiedi, Diego De Lorenzis, Emanuele Scagliusi, Giuseppe Brescia, Stefano Vignaroli, Arianna Spessotto, Gianluca Vacca, Mirella Liuzzi.
"Siamo noi i custodi della Costituzione", attacca Beppe Grillo.

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