Berlusconi: "No diktat da Salvini". Nuovo scontro con Fitto

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L'ex premier incontra i gruppi parlamentari di Fi: "Non consegneremo chiavi centrodestra alla Lega". Poi lancia un ultimatum al dissidente, che risponde: "Ci cacci perché avevamo ragione?". Riforme, Pd: "Opposizioni ritirino emendamenti o seduta fiume"

"Per le prossime alleanze non consegneremo le chiavi del centrodestra a Salvini anche se la Lega è un importante alleato e spero possa esserlo anche per il futuro". Silvio Berlusconi prova a lasciarsi alle spalle il Patto del Nazareno. E, nel corso di una riunione a Roma con i gruppi parlamentari del suo partito, prova a gettare le basi per il futuro di Forza Italia. Futuro che rischia però di non vedere del tutto cancellati i dissapori che da mesi ormai ci sono tra l’ala fedele al Cavaliere e quella invece che fa riferimento all’ex ministro Raffaele Fitto. Tant’è che deputati e senatori "fittiani", come annunciato, non si sono presentati alla riunione con Berlusconi. Il quale però li ha punzecchiati a distanza affermando: "Se Fitto va da solo arriva all'1,3%". E aggiungendo: "Una settimana, due al massimo, e poi Fitto e i suoi devono decidere: o dentro o fuori".
La risposta dell'esponente pugliese non si è fatta attendere: "La domanda nasce spontanea, dopo l'ipotesi di una nostra "cacciata" (in 15 giorni, apprendo dalle agenzie...). Perché? Perché facciamo opposizione? Perché abbiamo avuto ragione sulle riforme, e, purtroppo, su tutto il resto?".



Nessun diktat dalla Lega - L’ex premier si assume la responsabilità del fallimento dell’alleanza con il Pd di Matteo Renzi: “La linea politica seguita fin qui era la mia linea politica. Se c'è una responsabilità è mia perché io ci avevo creduto e sperato fino in fondo...".
Ora c’è però da lavorare sull’intesa con la Lega (anche se Salvini ha definito "prematuro parlare di accordo nazionale"). E al riguardo Berlusconi dice: "Anche se siamo amici, dalla Lega non accettiamo nessun diktat sui nomi dei candidati e sui nostri alleati". "La Lega è un nostro importante alleato da 20 anni - ha quindi aggiunto - alcune cose ci dividono ma sono di più quelle che ci uniscono. Ma nessuno può imporre diktat, non ci faremo imporre candidati da nessuno ma sceglieremo i migliori...".

Dal 9 marzo di nuovo in campo
- Quindi il tentativo di ricompattare le “truppe”: "Dal 9 marzo sarò di nuovo pienamente in campo, si apre una fase nuova in cui tutti devono e possono partecipare. Sono sicuro che sarete con me".

Ostruzione sulle riforme - Intanto prosegue l'ostruzionismo dell'opposizione alla riforma costituzionale. Il capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza, dopo aver concesso un'apertura sui tempi, ora chiede all'opposizione di ritirare la gran parte dei 3000 subemendamenti presentati alla riforma costituzionale. Se la trattativa non andrà a buon fine, chiederà la seduta fiume in Aula.

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