Età, voti, scrutini: gli uomini (e i numeri) del Quirinale

Credit: OpenPolis
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In attesa delle votazioni per il presidente della Repubblica, l’associazione OpenPolis ha realizzato un report statistico sugli inquilini del Colle. Dai giorni di mandato alle onorificenze concesse: tutte le cifre sui capi dello Stato. INFOGRAFICA

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Quanti scrutini ci sono voluti in media per eleggere un presidente della Repubblica? Nove. Qual è stato il consenso più ampio ottenuto da un capo dello stato? 83,6%. Quante onorificenze sono state conferite dai vari inquilini del Colle? 294.307. E le parole pronunciate nei tradizionali discorsi di fine anno? 109.052. I provvedimenti di clemenza, invece, si contano in 42.316, mentre 38 sono stati i giudici costituzionali nominati da chi occupava la poltrona più importante del Paese, uno in più dei senatori a vita.

Il report di OpenPolis - In attesa che inizino le votazioni per il successore di Giorgio Napolitano (a proposito quello di giovedì 15 gennaio sarà lo scrutinio numero 106), le statistiche possono offrire una radiografia della più prestigiosa carica istituzionale prevista dalla nostra Costituzione e del modo in cui è stata interpretata. A fornire le cifre e grafici è un nuovo report realizzato dall'associazione OpenPolis, la stessa che promuove progetti di trasparenza come OpenParlamento e OpenBilanci.

A Scalfaro il record del monologo più lungo - Intitolato “Tutti gli uomini del Quirinale”, lo studio permette di scoprire, per esempio che Oscar Luigi Scalfaro è stato di gran lunga il presidente più prolisso, almeno per quanto riguarda i discorsi di fine anno. A lui va infatti la palma del monologo più lungo (4.902 parole nel 1997), mentre il più moderato da questo punto di vista è stato Luigi Einaudi: appena 148 termini messi in fila nel 1950. In generale, i discorsi del 31 dicembre sono diventati più abbondanti con il passare del tempo: dalle 900 parole di media dal 1948 al 1980 alle 2.000 dal 1981 a oggi. Nello stesso tempo, però, i periodi sono diventati più brevi: da 36,7 a 24,69 termini per frase “portando – dice lo studio - ad un linguaggio più diretto e meno complicato e tortuoso”.

L'identikit del presidente della Repubblica - Nella storia repubblicana il capo dello Stato è uomo (100 % dei casi), ha in media 71 anni e, prima di salire al Colle, ha ricoperto svariate posizioni di rilievo politico. Tra gli incarichi più frequenti prima dell'elezione, dice il rapporto, si contano il ministro (10 volte) e il deputato (9 volte). Giusto per fare un confronto, attualmente i capi di stato europei hanno un'età media di 55 anni e sono nell'82 % dei casi uomini  e solo nel 18 % di donne.

Pertini e Leone: 8 premier nominati
- Nessuno ha fatto più di Scalfaro quanto ad onorificenze: 83.304, quasi 20 mila in più rispetto a Carlo Azeglio Ciampi, secondo in questa graduatoria. Un record difficile da battere. Così come sarà arduo superare Sandro Pertini e Giovanni Leone nel numero di presidenti del Consiglio nominati: 8 a testa. Erano gli anni '70 e i primi anni '80, nel pieno della Prima Repubblica, quando il tasso di caduta degli esecutivi era tendenzialmente più alto. Quanto allo scioglimento anticipato della Camere, per conquistare il primato il nuovo presidente dovrà esercitare la sua prerogativa almeno 3 volte: fermi a 2 ci sono infatti Leone, Pertini, Scalfaro e Napolitano.

Napolitano: 3.119 al Colle - Infine, per quanto riguarda la longevità, il maggior numero di giorni al Colle in un solo mandato li hanno trascorsi Giuseppe Saragat e Giovanni Gronchi (2.520). Un traguardo possiile. Più difficile battere il record assoluto che spetta a stato Giorgio Napolitano: 3.119 giornate divise però in due mandati.

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