Riforme, Renzi: "Per la politica è l'ora del carpe diem"

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Il premier da Davos dice: "L'Italia non diventi un museo". E a Sky TG24 dice: "Cambiamento è iniziato e sta continuando". Poi sulla politica della Bce aggiunge: "Rispetto sua indipendenza ma è momento di investire in una diversa idea di Europa"

"Bisogna trasformare i rischi in opportunità, è questa la sfida della leadership". E' quanto dice il premier Matteo Renzi al Forum di Davos, mentre infuriano le reazioni, soprattutto all'interno del Pd, per l'iter di approvazione della legge elettorale e delle riforme costituzionali, sottolineando come in Italia, oggi, "c'è una finestra e un periodo di opportunità eccezionale e il ruolo dei politici è cogliere il momento, carpe diem, quando possiamo scegliere il futuro".
"L'Italia - aggiunge -  ha bisogno di una stagione di riforme" e in questo "il futuro per noi è iniziato. Per il mio Paese il futuro è oggi", dobbiamo "essere un Paese di innovazione e non un museo".

Il premier a Sky TG24: "Noi non molliamo" - Poco prima, intervistato da Sky TG24, il presidente del Consiglio, ha detto che "oggi i parlamentari italiani, come tutti i cittadini, lavorano su tanti temi importanti. La Camera sulla riforma costituzionale, il Senato sulla legge elettorale. Di fatto il percorso di cambiamento che l'Italia ha iniziato sta continuando, ed è giusto così. Poi ci sono polemiche, discussioni, è normale: ma noi non molliamo" (VIDEO).



"Investire in una diversa idea di Europa" - Nelle stesse ore, in un'intervista all'emittente Cnbc, risponde a chi gli chiede un commento sull'annunciato intervento di "quantitative easing" da parte dell'Eurotower. "Rispetto l'indipendenza della Bce ma credo sia il momento in cui si potrebbe investire in una diversa idea di Europa".



Renzi nel pomeriggio prima di lasciare la località svizzera, vedrà anche il presidente e Ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, mentre a margine dei bilaterali di questa mattina si è intrattenuto per un caloroso e rapido scambio di battute con l'ex premier britannico Gordon Brown che gli ha sottolineato come nei confronti del premier italiano ci siano grandi attese.

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