Italicum, Pd spaccato. Renzi: "Noi andiamo avanti"

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Con 72 sì l'assemblea dei senatori Dem approva il testo della legge elettorale, ma la minoranza non vota. Gotor: "Siamo in 29". Boschi: "I numeri ci sono". Il premier vede Berlusconi, martedì nuovo incontro sul Quirinale. Fitto: "Forza Italia suicida"

A un anno esatto dalla stipula del “Patto del Nazareno”, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si vedono per un'ora. Protagonista del vertice, l'Italicum. Ma, al momento, nessuno dei due riesce a garantire all'altro la pacificazione del proprio partito: dentro Pd e Fi restano forti i dubbi delle minoranze sulla legge elettorale. Le somme dell'incontro con Berlusconi, alla fine, le tira il sottosegretario Lorenzo Guerini: il Pd non cambia linea e Fi deve introiettare la cosa; i capilista bloccati resteranno 100; non si è parlato di Quirinale (VAI ALLO SPECIALE).

Renzi su Twitter: "Italicum garanzia anti inciucio" - Il premier e l'ex premier si vedono dopo che il primo, su Twitter, lancia un messaggio ai suoi compagni di partito che vorrebbe essere rassicurante. "Con Italicum preferenze e singoli candidati di collegio. Spariscono le liste bloccate. Ballottaggio è garanzia anti inciucio", cinguetta.


Renzi ai "frenatori": "Noi andiamo avanti"
- In una conferenza stampa a Palazzo Chigi poi Renzi insiste: "Con il nuovo Italicum "mandiamo in soffitta le liste bloccate". E aggiugne: "Con buona pace dei frenatori noi andiamo avanti: con prudenza, saggezza, buon senso e equilibrio". "Non si può aspettare, rallentare perché l'Italia ha già rallentato troppo e nei campi sbagliati. E' il momento di accelerare sulle riforme perché siamo qui per non perdere neanche un minuto".

Berlusconi: "Teniamo fede al patto" - "Con Renzi ci rivedremo martedì per parlare della partita sul Quirinale" avrebbe detto Silvio Berlusconi ai senatori di FI riuniti a palazzo Grazioli, secondo quanto viene riferito da chi ha partecipato all'incontro. E avrebbe aggiunto: "Teniamo fede al patto del Nazareno per cui vi chiedo di votare sì all'emendamento Esposito", che raccoglie tutti i punti in un unico testo. Il gruppo ha poi votato a favore della linea proposta da Silvio Berlusconi, ma si contano diversi frondisti che anche in aula voteranno contro.

Fitto: "Forza Italia suicida su Italicum" - A dare voce al malcontento, in Forza Italia, è Raffaele Fitto: "Berlusconi fa un errore madornale. Forza Italia sta facendo il soccorso azzurro a Renzi e al suo governo. Noi continueremo a fare battaglia dentro il partito contro questa posizione inaccettabile. Votare il subemendamento Esposito è un suicidio per Fi" (VIDEO).

Gotor: 29 senatori voteranno no al testo
- Nel frattempo anche la minoranza del Pd lascia intendere di essere arrivata alla resa dei conti. Miguel Gotor, dissidente di spicco, presenta un documento firmato da 29 senatori del gruppo e avverte: "Noi non arretriamo, è una questione di dare rappresentanza ai cittadini, vogliamo entrare nel merito della legge elettorale" (VIDEO). Ad essere messo in discussione sia il merito dell'Italicum, a partire dai capilista bloccati, sia il metodo del prendere o lasciare. Corradino Mineo parla, non a caso, di "ultimatum irricevibile".

Assemblea Pd, si in 71 su 102 presenti - "Con questa legge Pierluigi Bersani avrebbe governato per 5 anni", avrebbe detto Renzi ai senatori Pd riuniti in assemblea. La linea del segretario passa con 72 sì su 102 presenti. Nessun voto contrario: 1 senatore si è astenuto, gli altri 29 non hanno partecipato al voto. "L'assemblea è stata positiva" è stato il commento del ministro Boschi, che si augura "la compattezza del gruppo del Pd" ma non mostra preoccupazione sui numeri in Aula: sull'Italicum, ricorda, "c'è un accordo più ampio della maggioranza, anche perchè abbiamo accolto le richieste dei partiti di opposizione, anche di M5s". VIDEO.

M5S: "Uniamoci per votare sì a preferenze" - E proprio dai Cinque Stelle arriva l'appello: "Oggi al Senato è un giorno cruciale. Uniamoci per votare sì alle preferenze e contro le liste bloccate" scrive su Twitter il deputato del Movimento Danilo Toninelli, che era tra i componenti della delegazione M5S al tavolo della trattativa con il Pd sulla legge elettorale.
Cofferati: "Da Renzi campagna di insulti" - Ma ad agitare il Pd è ancora anche il caso dell'addio di Sergio Cofferati al partito, dopo le primarie in Liguria. "Prosegue la campagna degli insulti senza neppure una risposta di merito" ha controbattuto l'ex segretario della Cgil a premier che lo aveva accusato, dopo la sconfitta, di aver "portato via il pallone".

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