Corruzione, Orlando: "Ha dimensioni intollerabili"

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Nella sua relazione annuale alla Camera, il Guardasigilli avverte che i fenomeni corruttivi hanno "effetti devastanti sul piano economico". Nella lotta al terrorismo previsto un rafforzamento degli strumenti di "repressione e prevenzione"

Terrorismo, numero dei carcerati e cause pendenti, la riforma della Giustizia e, soprattutto, la corruzione (vedi: Le mani sul paese - lo speciale corruzione), sono stati i temi affrontati dal Guardasigilli Andrea Orlando nel corso della sua relazione annuale alla Camera. "Le inchieste dimostrano che la corruzione ha raggiunto dimensioni intollerabili anche per il frequente suo intreccio con le organizzazione di tipo mafioso" ha spiegato Orlando, secondo cui i fenomeni criminali hanno "effetti devastanti sul piano economico e per i cittadini".



Contro il terrorismo centralizzare strumenti in Europa
- Il Guardasigilli è poi intervenuto anche sulle misure da adottare per contrastare il terrorismo, tema tornato alla ribalta dopo i recenti attentati di Parigi. "La crescente minaccia del terrorismo pone obbligo di un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e repressione" ha spiegato Orlando, secondo cui è "ineludibile introdurre nuove misure per rendere selettivi e stringenti i controlli sui materiali che potrebbero essere usati per attentati e sulle misure contro gli stranieri combattenti". E appare anche ormai matura l'idea, a livello europeo, "di introdurre strumenti centralizzati di coordinamento delle investigazioni in materia di terrorismo."

In calo i fascicoli pendenti
- Tornando poi sui numeri della Giustizia in Italia, Orlando ha spiegato che al momento sono 53.623 i detenuti presenti nelle carceri italiane, a fronte di 49.635 posti disponibili. In calo però i fascicoli pendenti che, a giugno 2014 erano 4milioni 898 mila, con un calo del 6,7%: scesi per la prima volta sotto i 5 milioni dal 2009. Un numero dimostra come "rimane comunque elevato il livello del carico di lavoro dei Tribunali; circostanza, questa, che si traduce, inevitabilmente, in un allontanamento nel tempo della risposta di giustizia ai cittadini e alle imprese".

Riforma della Giustizia: "Non vuole essere punitiva" - Per la riforma della responsabilità civile dei magistrati, ha inoltre spiegato Orlando, il governo ha elaborato "un meccanismo che non nasce da una finalità punitiva" ma "si fonda su un'esigenza di  corresponsabilizzazione di chi ha causato il danno, nel risarcimento  che lo Stato è tenuto complessivamente a corrispondere". Il Guardasigilli ha ribadito che "il Governo ha sin qui contrastato qualsiasi ipotesi che possa comprimere l'autonomia del magistrato". Ma, avverte, non sarebbe "auspicabile una disciplina che lasciasse solo in carico allo Stato la responsabilità civile" e "non gioverebbe al prestigio della giurisdizione e di chi la esercita. Da qui la ricerca di un giusto equilibrio, che garantisca la più ampia ed effettiva tutela del cittadino da parte dello Stato, e che invece faccia azionare la rivalsa nei confronti del magistrato, nei casi di sua negligenza inescusabile o dolo".

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