Napolitano lascia il Colle. Renzi: successore a fine mese

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Picchetto d'onore al Quirinale, poi il ritorno a casa. Grasso supplente. Prima votazione il 29 gennaio. Berlusconi: "Se sarà un garante voteremo con la sinistra". Renzi: "Se lui dice no lo eleggiamo da soli" - CRONACA DELLA GIORNATA

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Giorgio Napolitano si è dimesso da presidente della Repubblica (il comunicato ufficiale, ndr). Come previsto, alle 10:35 di mercoledì 14 gennaio, l’ormai ex capo dello Stato ha firmato i documenti che formalizzano la fine del suo mandato e che il segretario generale del Quirinale, Donato Marra, ha poi consegnato ai presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, e al presidente del Consiglio Renzi (il giorno dell'addio: FOTO - STORIFY).  Si conclude così l’impegno al Colle di Napolitano iniziato nel 2006 e durato nove anni. Undicesimo presidente della Repubblica, l'unico a essere stato membro del partito Comunista e, soprattutto, a essere stato rieletto al Quirinale (LA FOTOSTORIA - L'ALBUM).

Primo voto il 29 gennaio - La prima votazione del Parlamento in seduta comune per eleggere il nuovo presidente della Repubblica dovrebbe tenersi alle 15 del 29 gennaio. L'ipotesi è quella di fissare due votazioni il 30 gennaio, con uno stop il sabato e la domenica. La quarta votazione, quella forse decisiva, sarebbe possibile il 2 febbraio.

Renzi: "#GraziePresidente" - Renzi prevede che "ragionevolmente a fine mese avremo il prossimo presidente" ma ammonisce: 'Non possiamo fallire". Fino a quella data, nel ruolo di supplente ci sarà il presidente del Senato Pietro Grasso. Con un tweet #GraziePresidente il premier ha salutato la notizia delle dimissioni di Giorgio Napolitano. Renzi ha poi espresso commozione e gratitudine a Napolitano e ha detto che "ragionevolmente a fine mese avremo il prossimo presidente" (VIDEO).Tanti i messaggi per Giorgio Napolitano, dal mondo della politica ma non solo.

Grillo: "Napolitano rinunci alla carica di senatore a vita" - E intanto continua il totonomi per la successione. "Vogliamo sperare che si possa arrivare ad un capo di Stato che sia garante di tutti e non solo di una parte. Insisteremo perché ci sia l'indicazione di un nome che saremmo lieti di sostenere con i voti dei nostri 150 grandi elettori uniti a quelli della sinistra", dice Silvio Berlusconi.  Parole a cui il premier replica poco dopo: se Berlusconi dice no al nostro candidato per il Quirinale, dice, "ce lo eleggiamo da soli".
Al Quirinale "non vogliamo qualcuno che sia il reggicoda di Renzi come purtroppo Napolitano è stato negli ultimi mesi", è invece l'opinione di Salvini. Più critico Beppe Grillo: "Napolitano rinunci alla carica di senatore a vita!".

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