Legge di stabilità: ok dalla Camera, la manovra è legge

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I deputati approvano il testo della finanziaria con 307 voti a favore contro 116 contrari. Durante i lavori in Aula bagarre dei 5 Stelle che tentano varie volte di occupare i banchi del governo. Ora l'attenzione si sposta su Bruxelles

La manovra è legge. La Camera, grande assente il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, ha approvato il testo in via definitiva (i voti favorevoli sono stati 307, i contrari 116), rendendo operativo il ddl uscito dal consiglio dei ministri del 15 ottobre e modificato nell'esame parlamentare (tutte le misure contenute nel maxiemendamento). I punti cardine restano quelli voluti dal governo, che su alcune misure non ha accettato compromessi. A partire dal bonus da 80 euro che viene reso strutturale per la platea inizialmente prevista, quella dei lavoratori dipendenti compresi tra gli 8.000 e i 24.000 mila euro di reddito annuo.

Bagarre del Movimento 5 Stelle - L'approvazione della legge di stabilità a Montecitorio è stata però caratterizzata dal colpo di coda del Movimento 5 Stelle, in una delle giornate più lunghe per i grillini che hanno dovuto vedersela anche con la fuoriuscita dalle loro file di tre parlamentari. I pentastellati non avevano dato particolare filo da torcere in Commissione Bilancio nè durante i voti di fiducia nel primo esame dell'Aula. Ma hanno deciso di smuovere le acque in questo secondo passaggio alla Camera, scatenando in più occasioni una vera e propria bagarre mediatica. Nel corso della votazione degli emendamenti (tutti respinti), i 5 Stelle hanno tentato, con tre distinti blitz, di occupare i banchi riservati in Aula al governo, spingendo il presidente Laura Boldrini ad espellere in varie tornate una quindicina di deputati.

Dagli 80 euro fino agli sgravi Irap
- Dagli 80 euro al bonus bebè, dallo stop ai rincari di Tasi e canone Rai fino al rinnovo dell'ecobonus, sono molte le norme che influiranno sulla vita delle famiglie. Così come sull'attività d'impresa e sul mondo del lavoro: il governo ha infatti puntato sin da subito sugli sgravi Irap sul costo del lavoro, cavallo di battaglia del mondo imprenditoriale, per facilitare la vita alle aziende e, allo stesso tempo, per favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Una misura specifica è stata pensata anche per le partite Iva, escluse già quest'anno dal bonus da 80 euro. Il regime forfettario sale al 15% ma la platea si allarga ai redditi tra i 15.000 e i 40.000 euro. Nuove soglie che però non sono piaciute al Parlamento che da destra, con Forza Italia e Fratelli d'Italia, a sinistra, con Cesare Damiano del Pd, hanno criticato il "giro di vite" di un governo che degli autonomi "si interessa ancora poco".

Ora è attesa per l'ok da Bruxelles - Salve le vacanze di Natale per i parlamentari, ora l'attenzione si sposta sull'Europa. In vista del giudizio finale di marzo, ma anche per ottenere il via libera alla reverse charge sull'Iva. Senza l'ok di Bruxelles gli introiti previsti dall'estensione del meccanismo dovranno essere infatti reperiti con un classico delle coperture: le clausole di salvaguardia che vanificherebbero il taglio delle tasse operato per altre vie. La legge di stabilità ne prevede due: l'aumento delle accise sulla benzina e dell'Iva al 25,5%, se anche la spending review non dovesse dare i risultati sperati.

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