Napolitano: "Parlare di voto o scissioni evoca instabilità"

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Il presidente della Repubblica, nel saluto alle alte cariche dello Stato, chiede che "non si attenti alla continuità" della legislatura. E ai sindacati dice: "Rispettino le prerogative del governo e del parlamento". VIDEO

Chiede continuità nel percorso di riforma del Paese il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel saluto alle alte cariche dello Stato in vista delle festività natalizie. Un discorso (Il testo integrale) definito dal premier Renzi "di grande livello" e "di alto profilo".

"Non si attenti alla continuità del nuovo corso"
- Secondo il capo dello Stato, "il governo ha annunciato una non breve serie di azioni di cambiamento, un tasso di volontà riformatrice che ha riscosso riconoscimenti e aperture di credito sul piano internazionale. Si è messo in atto un processo di cambiamento". Perciò, ammonisce: "Non si attenti alla continuità del nuovo corso".
Così, secondo Napolitano, "non possiamo essere ancora il Paese attraversato da discussioni ipotetiche, se e quando e come si voglia e si possa puntare su elezioni anticipate" o su "scissioni". "E' solo un confuso agitarsi che torna ad evocare lo spettro della instabilità".
"Napolitano, ribadisce anche l'intenzione di garantire e rappresentare la "continuità isituzionale" "per tutto lo speciale periodo del semestre italiano di presidenza europea", che si concluderà il 13 gennaio.

"Riforme ineludibili" - A proposito delle riforme che animano il dibattito politico: “Non si dica che si procede troppo in fretta: si è tornati dopo aver discusso per mesi su questioni individuate da decenni" dice Napolitano. Quello messo in campo sulle riforme è "un programma vasto, ma che ha dato il senso di quale cambiamento fosse divenuto indispensabile e non più eludibile".

"Superamento bicameralismo perfetto non è tic"- Il presidente della Repubblia si sofferma tra l’altro sulla riforma del lavoro e sul superamento del bicameralismo perfetto che "non è un tic", ma "qualcosa di concreto su agibilità processo legislativo".
"Chi dissente dalle riforme istituzionali  - continua Napolitano - non deve farlo con spregiudicate tattiche emendative". "Tornare indietro alla ormai sancita trasformazione del Senato significherebbe solo vulnerare fatalmente la riforma. Rispettare la coerenza delle riforme in gestazione, anche quella elettorale, è un dovere di onestà politica e di serietà".

"Sindacati rispettino prerogative governo e Parlamento" - Il presidente della Repubblica si rivolge anche ai sindacati: "Che auspico siano costruttivamente uniti" e ai quali "chiedo il rispetto delle prerogative delle decisioni del governo e del Parlamento e uno sforzo convergente di dialogo anche su questioni vitali di interesse generale".

Le reazioni - Al discorso del capo dello Stato, sono seguite le reazioni della politica. Per l'esponente della minoranza Pd Cuperlo: "La statura del Presidente e la sua storia non consentono di piegarne le parole in una logica interna a singole forze o partiti", mentre dal Movimento 5 Stelle si leva la voce di chi vede nel discorso di Napolitano un andare oltre le sue prerogative.



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