Renzi: "Pochi carcerati per corruzione. Pene più severe"

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In vista del Cdm di domani, il premier su Twitter annuncia il varo di regole più dure sui reati contro la Pubblica amministrazione. Sul tavolo l'inasprimento di sequestri e confische e l'innalzamento delle pene. Possibile prolungamento della prescrizione

Nel giorno in cui l'inchiesta Mafia Capitale registra due nuovi arresti, il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene su Twitter per sottolineare come, secondo lui, le norme contro la corruzione non siano abbastanza efficaci. "Su 50mila carcerati, solo 257 per corruzione" scrive il premier sul sito di microblogging, rilanciando il consiglio dei ministri di venerdì, nel quale dovrebbero essere varati una serie di provvedimenti proprio contro la corruzione. Proprio su questo tema mercoledì è arrivato l'ammonimento del capo dello Stato secondo cui "non deve mai apparire dubbia la volontà di prevenire e colpire infiltrazioni criminali e pratiche corruttive nella vita politica e amministrativa".

Sky TG24 entra nel carcere di Regina Coeli: su 650 detenuti solo 2 lo sono per corruzione:


Anm: "Basta retorica delle parole, si passi ai fatti" - In risposta all'annuncio di Renzi, l'Associazione Nazionale Magistrati invita a passare "dalla retorica delle parole alle concretezza dei fatti". "Non vorremmo che la retorica nascondesse l'inadeguatezza dei progetti di riforma" si legge in una nota, in cui ci chiede di "passare dalla rassegnazione allo choc dell'efficienza, occorrono riforme forti". Il sindacato delle toghe osserva che l'iniziativa sulla prescrizione "sarebbe assolutamente insufficiente" se restasse quella annunciata finora; quanto alle nuove misure anticorruzione, i magistrati sottolineano che "aumentare le pene è la soluzione piu' facile, vi sono strade da percorrere più difficili ma che sarebbero più efficaci".

Da governo misure per sequestri e confische - Per quanto riguarda le modifiche da apportare al codice il governo starebbe pensando a un disegno legge anziché un decreto. Tra le novità ci dovrebbero essere misure per rendere più stringenti sequestri e confische. "Un inasprimento delle pene - ha sintetizzato il ministro della Giustizia Orlando - avrebbe un effetto deterrenza limitato. La strada maestra è colpire i patrimoni", con "un'estensione degli strumenti di contrasto usati contro la criminalità mafiosa". Ci sarà poi l'annunciato innalzamento della pena per corruzione, il cui livello minimo dovrebbe passare da 4 a 6 anni. Sul tavolo anche il tema della prescrizione, tornato d'attualità già qualche settimana fa dopo la sentenza sul caso Eternit. Ma qui il governo potrebbe trovare resistenza sia da parte di Ncd che da Forza Italia.



Il tema della prescrizione - Il testo che il governo aveva già approntato dopo il caso Eternit prevede che la decorrenza della prescrizione si fermi 2 anni dopo la condanna in primo grado e uno dopo l'appello. Parallelamente - e questo entrerà invece nel ddl ad hoc sulla corruzione - si punta ad allungare i termini entro cui il reato di corruzione cade in prescrizione. Siccome questo termine per tutti i reati è attualmente agganciato non alla pena minima, ma a quella massima, è qui che bisognerebbe agire per incidere. A meno di non voler prevedere una specifica eccezione; strada possibile, ma rischiosa. Per cui non è detto che alla fine non si ritocchi anche la sanzione massima. Infine il patteggiamento: le inchieste Expo e Mose hanno prodotto per lo più soluzioni di questo tipo; e in sé "quest'istituto va incentivato", sostiene Orlando. Ma ora i corrotti potranno accedervi a una condizione: restituire allo Stato il maltolto.


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