Renzi: "Corrotti pagheranno, la pena minima sale a 6 anni"

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Il premier annuncia le misure contro la corruzione che approderanno in Cdm giovedì. Tra le novità, procedure più semplici per la confisca dei beni, "restituzione del maltolto fino all'ultimo centesimo", tempi di prescrizione più lunghi

Tempi di prescrizione più lunghi, pene più severe, confisca dei beni più semplice. Sono alcuni dei punti della lotta alla corruzione che il premier Renzi ha annunciato porterà giovedì mattina al Consiglio dei ministri, dopo il nuovo scandalo che ha travolto la Capitale. "Giovedì mattina, insieme al ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel Cdm che si terrà alle 8 di mattina, noi porteremo quattro piccole grandi modifiche al nostro codice penale" dice il premier in un videomessaggio, in cui fa riferimento esplicito proprio agli ultimi fatti che hanno scosso Roma.

"Non faremo sconti a nessuno"
- Saranno i giudici a fare chiarezza", dice Renzi a proposito dell'inchiesta ribattezzata Mafia Capitale, ma "noi non possiamo aspettare, non faremo sconti a nessuno, il vento è cambiato ed è inaccetabile trovare la carta per uscire gratis di prigione come al Monopoli".



Pena minima da 4 a 6 anni - Tra le novità annunciate dal presidente del Consiglio l'innalzamento della pena minima della corruzione che passa "da 4 a 6 anni".  "Che significa? Che se tu hai rubato puoi patteggiare - spiega il presidente del Consiglio - ma comunque un po' di carcere lo fai. Non è pensabile che con il patteggiamento uno sta sempre fuori dalla galera".

Confisca dei beni più semplice, si allungano tempi prescrizione
- Inoltre, continua Renzi, sarà reso "molto più semplice procedere alla confisca dei beni di chi ha rubato ed è condannato con sentenza passata in giudicato". E "si dovrà restituire il maltolto fino all'ultimo centesimo se è provata la corruzione".
Un altro punto in agenda è l’allungamento dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione.

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