Accordo Lucchini-Cevital, Renzi: "Anche questo è Jobs Act"

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Firmata l'intesa con l'azienda algerina per salvare il polo siderurgico di Piombino. Il premier: "L'Italia non ha più paura degli investitori stranieri". In Sardegna intanto chiude definitivamente la Vinyls. Tutti gli operai in mobilità

"Grazie ai sindacati, perché abbiamo opinioni diverse su tante questioni, ma nel merito di vertenze fondamentali come quella di Piombino è importante lavorare insieme". A dirlo è il premier Matto Renzi alla firma dell'accordo tra la Lucchini e l'algerina Cevital, un intesa che salverà le acciaierie di Piombino e che dovrebbe portare nuovi investimenti per il rilancio dell'area. Il premier ha rivendicato il risultato ottenuto con lo sostenendo che "anche questo è Jobs Act"

Renzi: "L'Italia non ha più paura degli investitori stranieri"
- Il presidente del Consiglio parla di un intesa "strategica" e di un "grande messaggio agli investitori stranieri. Piombino è un pezzo di futuro dell'Italia". "L'industria siderurgica è un pezzo del futuro dell'Italia e non del passato e l'apertura a un investimento straniero - ha aggiunto Renzi - è per noi motivo di orgoglio. Pensiamo sia significativo quando realtà internazionali decidono di investire nel nostro Paese. In passato l'Italia ha avuto paura degli investitori stranieri, ma oggi il mercato italiano è un mercato globale, aperto, che testimonia la nostra capacità di fare cose belle con determinazione e tenacia".

Renzi: "Anche questo è Jobs Act"
- Il presidente del Consiglio ha poi rilanciato anche su Twitter, dove ha rivendicato i risultati ottenuti nel corso della settimana.



In Sardegna chiude la Vinyls - Ma mentre in Toscana la Lucchini torna a sperare a Porto Torres, in Sardegna, l'esperienza dela Vinyls si chiude in modo definitivo. Dal 7 dicembre sono stati licenziati gli 88 dipendenti dello stabilimento sassarese. Operai che alcuni anni fa erano balzati sulle prime pagine dei giornali per la loro originale lotta: dar vita all'Isola dei Cassintegrati, asserragliati nel carcere dell'Asinara. Ma le clamorose forme di protesta non son bastate: quello che si temeva nella complicata vertenza, e che i Commissari liquidatori avevano formalizzato e comunicato già da tempo, ora è certezza. Da oggi gli operai sono tutti iscritti alle liste di mobilità.

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