Mafia Capitale, Marino: "Non mi dimetto"

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Il sindaco ribadisce la sua intenzione a non lasciare la poltrona di primo cittadino: "Con noi gli affari sono finiti, noi siamo dall'altra parte". Comune si costituirà parte civile. Intanto il prefetto prospetta tre alternative per il Campidoglio

Ci si interroga sul futuro del comune di Roma, travolto dall'inchiesta Mafia Capitale. Il prefetto Giuseppe Pecoraro ha spiegato che, da suo punto di vista, si prospettano tre diverse alternative di intervento, mentre il sindaco Marino ha ribadito in un incontro pubblico la sua intenzione a non fare passi indietro, dopo le richieste di dimissioni arrivate soprattutto dal M5S.

Marino: "Non mi dimetto" - "Ma secondo voi ho affrontato un anno e mezzo di cambiamenti così radicali per poi dire 'ho scherzato adesso vado alla spiaggia'?" ha detto il primo cittadino. E proprio dei grillini, ai quali aveva offerto l'ingresso in una giunta "di salute pubblica" Marino si dice deluso perché "nessuno di loro vuole partecipare a qualunque cosa che sia riassumibile con la parola responsabilità. Quando c'è una responsabilità si scappa, questa è la filosofia dei Cinque Stelle". Il sindaco ha quindi voluto ribadire la propria intenzione di restare in sella: "Con noi gli affari sono finiti. Si vergognino e se ne vadano da questa città. Noi stiamo dall'altra parte".

Comune si costituirà parte civile - Marino ha quindi annunciato che il comune si costituirà parte civile. "Per quanto riguarda tutto ciò che è stato sottratto il Comune si costituirà parte civile perché vogliamo che quei soldi tornino indietro alla città" ha infatti affermato il sindaco. "Spero che Pignatone metta queste persone in prigione e poi butti le chiavi" ha aggiunto.

Prefetto: " Per Roma tre soluzioni" - Nel frattempo dal Prefetto della Capitale sono arrivate tre possibili soluzioni per il futuro della giunta comunale. "Per Roma potrebbero esserci tre ipotesi, dopo la valutazione delle carte dell'inchiesta" ha spiegato Pecoraro.  "O un accesso agli atti, o lo scioglimento o una terza via che prevede di non intervenire essendo in corso l'attività giudiziaria" ha spiegato. Prima di decidere quale strada percorrere Pecoraro dovrà incontrarsi con il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "In virtù di di questo quadro della situazione non ancora definito è prematuro parlare di cose già decise. Per il Campidoglio, allo stato, non è stato deciso nessun invio di commissari prefettizi con compiti ispettivi", ha quindi aggiunto.

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