Mafia Roma, Marino a Sky TG24: "M5S incapace di dialogare"

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Dopo una iniziale apertura, dal Movimento 5 Stelle arriva la richiesta di dimissioni del sindaco. Il primo cittadino risponde: "Fuggono perché hanno ricevuto un niet dall'alto". Disposta la rotazione dei dirigenti. Berlusconi chiede nuove elezioni

E' scontro a Roma tra il sindaco Ignazio Marino e il Movimento 5 Stelle sul futuro dell'attuale giunta capitolina dopo l'inchiesta della Procura di Roma su un'organizzazione di stampo mafioso che ha portato all'arresto e all'iscrizione nel registro degli indagati di diversi esponenti del Campidoglio. Dopo un'iniziale apertura, dal M5S è arrivata infatti la richiesta di dimissioni del sindaco. Richiesta alle quali Marino risponde anche a Sky TG24, dicendo: "Ogni volta che è stata offerta la possibilità di un confronto sono fuggiti, non credo perché vogliono fuggire ma perché hanno ricevuto un niet dall'alto". "Non vogliono assumersi nessuna responsabilità di governo".

Da M5S prima apertura e poi chiusura, Marino: "Non vogliono responsabilità" - In mattinata il gruppo consigliare grillino, pur rifiutando l'ipotesi di un suo ingresso nella maggioranza, aveva infatti aperto all'ipotesi di una collaborazione con l'attuale sindaco "sui principali temi che interessano i cittadini". Un modo per aprire anche all'ipotesi di una giunta "di salute pubblica" lanciata dal sindaco nella serata di venerdì. Ipotesi però chiusa nel pomeriggio da una nota firmata da Grillo e Casaleggio insieme al direttorio e Marcello De Vito, capogruppo M5S in Campidoglio, in cui si invita il prefetto "valutare con urgenza la possibilità di sciogliere il Comune di Roma per infiltrazioni mafiose" e si chiede al sindaco di fare un passo indietro". Un cambio di posizione che definito "schizofrenico" da Marino.

Marino dispone rotazione dirigenti - Marino ha intanto disposto la rotazione dei dirigenti capitolini "a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture". "La straordinarietà e la rilevanza degli eventi connessi alle indagini che interessano l'Amministrazione Capitolina in queste ore - spiega il sindaco - coinvolgono anche le strutture amministrative dell'Ente, e le funzioni nevralgiche da loro assicurate. Ho dato quindi specifiche disposizioni per procedere tempestivamente a un adeguato riordino, a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture, proseguendo con l'applicazione del principio della rotazione già avviato da mesi, nel rispetto della competenza curricolare". "Ciò avverrà - conclude Marino - a tutela dell'Amministrazione e del gruppo dirigente, ferma la necessaria continuità amministrativa e il perseguimento degli obiettivi stabiliti, nell'ambito della corrente programmazione strategica".

Berlusconi: tutti a casa - "Tutti a casa - chiede invece ai partiti Berlusconi - Vogliamo gente nuova che assicuri gestione trasparente". Idea diversa da Luca Lotti, braccio destro di Renzi a Palazzo Chigi: "A Roma dobbiamo verificare i fatti brutti e gravi che sono accaduti e poi vedremo cosa fare. Il governo comunque va avanti e non proprio credo ci siano ragioni per andare alle elezioni".  Dalle colonne de Il Tempo, il segretario della Lega Salvini invece rilancia: "A Roma potrebbe arrivare presto un sindaco della Lega. Me lo chiedono i romani. Soltanto un primo cittadino leghista può fare la differenza".

L'inchiesta si allarga - Ed emergono nuovi stralci dell'inchiesta Mafia Capitale dall'informativa del Ros, che creano nuove conseguenze sulla politica (LA RASSEGNA STAMPA). Nelle carte, le pressioni del clan su alcuni deputati del Pd, tra cui figurerebbero Micaela Campana e Umberto Mancini, per ottenere un'interrogazione parlamentare (mai presentata) sull'appalto su un centro rifugiati, vinto da una coop della 'cupola' ma bloccato dal Tar del Lazio. La  la parlamentare del Pd, prende le distanze dalle ricostruzioni emerse sui quotidiani e, attraverso una nota, 'denuncia' il "linciaggio mediatico"  e annuncia di aver dato mandato ai suoi legali perché venga tutelata in ogni sede giudiziaria la sua onorabilità.

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