Renzi: "Non collegare Italicum a riforme costituzionali"

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Il premier da Algeri respinge l'ipotesi di un emendamento che colleghi direttamente i due provvedimenti. E tranquillizza: "La nuova legge elettorale sarà utilizzata nel 2018. Però va fatta subito perché è troppo tempo che aspettiamo"

"Non esiste la possibilità di legare la riforma elettorale a quella costituzionale: sarebbe un atto contro la Costituzione e un emendamento di questo tipo è già stato respinto". A dirlo, da Algeri, è il premier Matteo Renzi, secondo cui però si può "immaginare una clausola di salvaguardia che fa entrare la legge elettorale in vigore il 1 gennaio 2016".
"Meglio di così le riforme non possono andare, vanno benissimo", dice il presidente del Consiglio, prima di ribadire che "la nuova legge elettorale sarà utilizzata nel 2018. Però va fatta subito perché è troppo tempo che aspettiamo. Sono tante le riforme, stiamo cambiando l'Italia e dobbiamo andare avanti con determinazione".

La discussione sull'Italicum - La nuova legge elettorale in discussione in questi mesi varrà soltanto per la Camera dei deputati, perché il progetto di riforme istituzionali di Renzi prevede che il Senato elettivo venga abolito. Ma la relativa legge costituzionale, che ha ricevuto il primo via libera del Senato nell'agosto scorso, ha tempi di approvazione più lunghi.
Forza Italia teme che, una volta approvato l'Italicum, il premier cerchi di andare ad elezioni anticipate e punta così ad una clausola transitoria che faccia entrare in vigore la riforma solo al completamento della modifica costituzionale.

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