Grillo: sono un po' stanchino. La Rete dice sì al Direttorio

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Dopo le polemiche per le ultime espulsioni dal M5S, l'ex comico nomina Di Battista, Di Maio, Fico, Ruocco e Sibilia. Col 97% dei voti gli iscritti danno il via libera al passaggio di testimone. Malumore tra i parlamentari. Fico: "Nessuno comanderà niente"

La guida del M5s passa ad un 'direttorio' di 5 deputati 'scelti' che affiancheranno Beppe Grillo nella conduzione del Movimento per "ripartire con più energia ed entusiasmo". Perché "il M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia di quella attuale" annuncia il leader dal Blog che cita Forrest Gump e scherza: "Io, il camper e il blog non bastiamo più. Sono un po' stanchino...".

La Rete dice sì al Direttorio - A coadiuvare il leader nella nuova stagione del Movimento chiama un gruppo di fedelissimi: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. Ma vuole anche che la loro nomina avvenga dalla rete. Il blog si esprime ed è un plebiscito: il 91,7% dei votanti (oltre 37 mila) dà 'ok ai cinque. "Siamo pronti a costruire il futuro del M5S" scrive Grillo a commento del risultato.


E con un post su Facebook i 5 neo-eletti componenti del direttorio ringraziano gli iscritti che hanno accordato loro fiducia.

L'operazione, che suscita però forti malumori tra i parlamentari già fiaccati dalla decisione di espellere Artini e Pinna, è così blindata.

Cresce la fronda di deputati contro -
A poco servono, a questo punto, le proteste che in tanti si riservano di esprimere in una riunione che viene in fretta e furia convocata alla Camera per la serata. Non sono solo i 'dissidenti', infatti, a non gradire la procedura d'imperio con cui i vertici pentastellati hanno per due giorni consecutivi scavalcato il parere dei parlamentari. Anche la base, che poi voterà per il Sì, apprezza il merito ma contesta il metodo:"E' questa la democrazia diretta di cui ci vantavamo?" si lamentano in tanti. E' la linea che lascia interdetti anche tanti parlamentari sempre ultraortodossi.
Per l'area, sempre più vasta, di scontenti però la 'doppietta' espulsioni-direttorio suona come una sfida all'ultimo sangue. Ferdinando Alberti e Daniele Pesco arrivano a minacciare le dimissioni in caso di vittoria dei Sì. Patrizia Terzoni lancia un appello ai 5 nominati affinche' prendano "posizione contro questo comunicato. Se vince il Sì diventeremo un partito ed io non voglio far parte di un partito!". E su lancia l'hashtag #BeppeQuestaVoltaNonCiSto.

Fico: "Qui nessuno comanderà niente" - E prova a tranquilizzare gli oppositori anche Roberto Fico, uno dei nominati da grillo: "Qui nessuno comanderà niente ma cercheremo di dare una mano al movimento affinché cresca ancora di più, è una nuova fase".

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