Stabilità, Taddei (Pd): modifiche Ue non cambiano sostanza

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Il responsabile economico del Pd a Sky TG24: "Dal governo la più grande spinta possibile per creare posti di lavoro stabili, dall'Europa ci aspettavamo più sostegno". Renzi: "Vogliamo occupazione in fabbriche, non occuparle". Probabile via libera dall'Ue

I cambiamenti chiesti dall'Europa all'Italia sulla manovra non ne cambieranno l'impostazione. Ad assicurarlo, parlando a Sky TG24 il responsabile economico del Pd Filippo Taddei. I 4,5 miliardi stanziati dal governo per ridurre in modo strutturale di 0,3 punti il deficit incideranno infatti "sul fondo di riserva accantonato appositamente nel caso venisse richiesta una correzione", mentre il centinaio di milioni di risorse agiuntive "verrà reperito dal ricollocamento di altre spese".

Taddei: "Ci aspettavamo più sostegno dalla Ue"
- "Ma l'impostazione della manovra non cambia - insiste Taddei, che spiega come "in questo momento, alla fine del terzo anno di recessione, noi abbiamo deciso di fare con la legge di stabilità e con il jobs act la più grande spinta possibile per creare lavoro stabile". Taddei ha però lanciato qualche frecciatina a Bruxelles, dicendosi "sospreso e amareggiato" dalla richiesta della Ue: "Quando un Paese compie sforzi così coraggiosi forse dall'Europa ci si poteva aspettare un maggiore sostegno".

Camera ridiscuterà Def
- Intanto la presidente della Camera Laura Boldrini ha accolto la richiesta delle opposizione e l'aula quindi esaminerà nuovamente le risoluzioni del Def dopo le variazioni apportate per venire incontro alle richieste dell'Unione Europea. Il ministro dell'Economia Padoan è atteso nella serata di martedì proprio dalle commissioni bilancio di Camera e Senato per illustrare nel dettaglio le variazioni apportate al Def.

Risposta da Bruxelles al più tardi domani
- Le variazioni di bilancio, comunicate alla Ue, sono ora sotto analisi anche da parte della Commissione Europea che comunicherà i risultati "al più tardi domani". A dirlo Simon O'Connor, portavoce del commissario Katainen, ribadendo che Italia e Francia, destinatari delle lettere da Bruxelles, "si sono impegnati in un processo di dialogo costruttivo con la commissione". Secondo fonti Ue il giudizio della Commissione sarà positivo.

Renzi: "Vogliamo occupazione nelle fabbriche, non occuparle" - Sul tema della ripresa economica Matteo Renzi ha rilasciato un'intervista a Oggi, in occasione del 75esimo anniversario del settimanale.  "Icambiamenti che abbiamo messo in campo e che stiamo realizzando, dal lavoro alla  giustizia, dall'economia al ridisegno delle nostre istituzioni,  cominceranno presto a dispiegare i loro effetti. Non bastano sei mesi, ma certo giα la prossima primavera vedremo il Paese ripartire, dopo  troppo tempo di palude e di stagno" ha detto il premier, che sui rapporti con il sindacato ha affermato: "Vogliamo tenere aperte le fabbriche e non occuparle, perché l'occupazione di cui hanno bisogno i nostri lavoratori non è quella che minaccia il sindacato".

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