Renzi: "Vorrei nuove istituzioni Ue un po' più coraggiose"

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Il premier alla vigilia del Consiglio Ue: "Non siamo osservati speciali, ma Paese che fa le riforme". Il portavoce di Katainen sulla lettera che potrebbe arrivare da Bruxelles: "Non implica giudizio negativo". Giovedì l'incontro governo-Regioni

"Vorrei che le nuove istituzioni europee mostrassero un po' più di coraggio e l'orgoglio di appartenere a questa Comunità" che è l'Europa. Così il premier Matteo Renzi nel riferire in Senato su Consiglio europeo del 23-24 ottobre. Renzi ha voluto sottolineare che la Ue sta cambiando le sue istituzioni e bisogna "cogliere questa occasione" perché "noi non siamo gli osservati speciali" ma un Paese che fa le riforme. 

"Italia protagonista senza diktat esterni" - Il Consiglio europeo che si apre domani, ha detto il premier, è "l'ultimo della stagione precedente" e "le questioni principali oggetto della discussione con i partner europei, sollecitate e stressate dalla presidenza italiana, troveranno pieno compimento con la nuova commissione".
"In queste ore - ha continuato - a fronte di rilievi sempre fatti rispetto alla legge di stabilità si dice 'arriva la lettera della Ue', cosa che fa evocare chissà quali procedure, messaggi o minacce". Ma tutto questo "è naturale", come è "naturale che l'Italia sia protagonista con la propria voce" senza "diktat esterni".

Portavoce Katainen: "Consultazioni in corso non pregiudicano esito"
- Sul punto è intervenuto anche il portavoce del commissario agli affari economici Jyrki Katainen "consultazioni tecniche in corso con alcuni Stati, se servissero nuove informazioni possono essere chieste", e la richiesta potrebbe prendere varie
forme, "telefonate, email, lettere" ha spiegato.  "Le consultazioni in corso in
queste ore sulla legge di stabilità - ha aggiunto - non pregiudicano il giudizio
finale della Commissione", ovvero non significa che sarà "necessariamente negativo".


Confermato l'incontro con le Regioni - A proposito della legge di stabilità (che ha ricevuto questa sera la bollinatura della Ragioneria dello Stato), è confermato l'incontro a Palazzo Chigi sulla manovra tra il governo e le Regioni previsto per giovedì mattina alle 8. Nel pomeriggio fonti governative avevano parlato di uno slittamento dell'incontro, poi smentito. L'incontro tra governo e Anci è stato invece rinviato a martedì 30 ottobre.

"Basta subalternità culturale" - Dal premier, nel suo intervento, anche una critica ai mezzi di informazione: "Vorrei stimolare - ha detto - la comunità italiana, l'opinione pubblica, gli editorialisti, a fare un salto di qualità nella discussione. Lo dico con franchezza. Viviamo una subalternità culturale: basta una mezza parola del portavoce di un sottocommissario Ue per avere titoloni come 'L'Europa minaccia l'Italia'".

"Ue deve uscire dai margini del rigore e puntare a crescita"
- "O riusciamo ad affermare il messaggio che l'Italia deve far sentire alta e forte la sua voce, oppure il nostro sarà un semestre come gli altri. A mio avviso ci sono tutte le condizioni perché una volta cambiate le poltrone si cambino le politiche, andando verso un'Europa dei valori e non delle burocrazie", ha detto poi Renzi alla Camera. "Io trovo che non sia più rinviabile" una discussione "su come l'Europa vuole puntare ad uscire dai margini stretti del solo rigore per puntare ad una strategia di crescita. Non c'è solo un problema italiano, ma dell'intera area dell'Euro", ha aggiunto il premier.

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