Legge di Stabilità oggi in Cdm. Ue: rischio bocciatura

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Il ministro dell'Economia Padoan rassicura Bruxelles: "Siamo sotto il 3% Ue". Governo al lavoro su inserimento del Tfr in busta paga. Critiche dalla Cgil: mancano investimenti. Ancora aperto il nodo coperture

Tecnici al lavoro per le ultime limature al testo della legge di Stabilità, che sarà varata mercoledì 15 ottobre al Consiglio dei ministri convocato per le 15.00. Il provvedimento dovrebbe valere 30 miliardi, come annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che assicura: "Nessuna divergenza col ministero dell'Economia".

Ue potrebbe bocciare la Legge di Stabilità - Alla vigilia dell'approvazione incombe però la spada di Damocle di Bruxelles. Fonti Ue riferiscono infatti che il provvedimento rischia di essere in contrasto con le regole dell'Unione e che potrebbe essere rispedito al mittente per modifiche dalla Commissione europea. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, al termine dell'Ecofin assicura però che l'Italia manterrà il rapporto deficit/Pil al di sotto del 3%: "Continueremo a stare sotto, e andremo avanti nel consolidamento strutturale". Ma a gettare acqua sul fuoco arriva un tweet del portavoce di del commissario agli Affari Economici Katainen, secondo cui "mentre alcuni media vedono 'avvertimenti' in ogni parola pronunciata a Bruxelles, noi aspettiamo il piano di  bilancio prima di sbilanciarci".



Legge di Stabilità - Secondo quanto trapela da ambienti governativi, la legge di Stabilità dovrebbe prevedere la stabilizzazione del bonus da 80 euro per i redditi inferiori a 1500 euro mensili. Per l'operazione saranno necessari 10 miliardi, di cui tre già assicurati strutturalmente dal decreto sul bonus Irpef. Per le famiglie numerose, soprattutto se monoreddito, dovrebbero esserci poi 500 milioni che serviranno a rafforzare le detrazioni. Ci dovrebbero essere 6,5 miliardi per eliminare integralmente il costo del lavoro dalla base imponibile dell'Irap. "E' l'avverarsi di un sogno" ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi dando il suo plauso alla manovra.



Tre anni a zero contributi per neoassunti - Un miliardo di euro servirà ad azzerare per tre anni i contributi delle imprese per i neoassunti a tempo indeterminato. Almeno 1,5 miliardi dovrebbero essere destinati a finanziare i nuovi ammortizzatori sociali previsti dal Jobs Act, che estende la platea dei beneficiari del sussidio di disoccupazione (Aspi) anche ai co.co.co. Un miliardo sarebbe destinato alla regolarizzazione degli insegnanti precari e un altro per sbloccare gli scatti di anzianità dei dipendenti pubblici del comparto sicurezza. Per allentare il Patto di stabilità interno dei comuni dovrebbe essere stanziato un miliardo, mentre 500 milioni dovrebbero servire a prorogare per tre anni l'ecobonus e il bonus per le ristrutturazioni edilizie. La legge di Stabilità potrebbe poi stanziare 500 milioni l'anno per cinque anni per finanziare il credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo.
Tra i 5 e i 6 miliardi dovrebbero servire a coprire le cosiddette spese indifferibili come il 5 per mille e le missioni internazionali di pace.

Da Senato ok a rinvio pareggio bilancio al 2017
- In serata inoltre il Senato ha approvato due risoluzioni di maggioranza alla nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2014. La prima risoluzione è passata con 161 voti, 93 voti contrari e zero astenuti e autorizza il rinvio del pareggio di bilancio al 2017. La seconda risoluzione di maggioranza è passata con 162 sì, 92 no e zero astenuti.

Tfr in busta paga - A far discutere in queste ore è anche il Tfr in busta paga. Tra annunci e smentite, l'ipotesi resta ancora in piedi. "Vorrei evitare cortocircuiti a proposito della proposta sul Tfr. Il governo ci sta concretamente lavorando. In queste ore la proposta si sta facendo strada, anche recependo la riforma allo studio all'interno della Legge di Stabilità" scrive Delrio su Facebook.

Poletti ottimista - Ipotesi, questa, cofermata anche dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti secondo il quale è "prevedibile" che nella legge di stabilità sia contenuta anche la misura che prevede la possibilità per i lavoratori di ricevere il Tfr in busta paga. A quanto si apprende, si starebbe lavorando ad un accordo con le banche che potrebbero concedere crediti a tassi agevolati alle aziende i cui dipendenti decideranno di avvalersi di questa opzione.

Nodo coperture -  Circa 11,5 miliardi dei 30 necessari saranno finanziati utilizzando la leva del deficit, ovvero sfruttando la differenza tra il deficit tendenziale (2,2%) e quello programmatico (fissato dal Governo al 2,9%). Altri 16 miliardi dovrebbero arrivare da tagli di spesa, che riguarderanno soprattutto Regioni (4 miliardi) ed enti locali (3 miliardi). Altri 4 miliardi circa potrebbero arrivare dalla stretta sulle spese dei ministeri e circa 500 milioni dal taglio delle retribuzioni dei dirigenti pubblici. Circa 2 miliardi dovrebbero essere ricavati dalla potatura delle tax expenditure e il resto dovrebbe essere recuperato attraverso delle una-tantum non fiscali.

Camusso: mancano investimenti - Duro il parere della leader della Cgil Susanna Camusso, che contesta l'impostazione della legge di Stabilità affermando che mancano investimenti per creare lavoro e che non servirà a superare la recessione. Rispondendo a una domanda sull'idea di Renzi di rendere accessibile il Tfr in busta paga, la leader Cgil risponde che il sindacato è d'accordo a condizione che sia una misura volontaria, che non abbia costi fiscali per i lavoratori che restino comunque condizioni di favore per i fondi di previdenza complementare.

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