Internet, ecco la bozza della Dichiarazione dei diritti

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Sul sito di Montecitorio il documento dedicato alla Rete: dal diritto all'oblio alla tutela dei dati personali fino alla “net neutrality”. Dal 27 ottobre tutti avranno la possibilità di contribuire alla piattaforma con commenti e suggerimenti

Dal diritto di accesso a quello all'identità, dalla net neutrality all'“inviolabilità dei sistemi e domicili informatici”. Sono alcuni dei punti contenuti nella bozza della Dichiarazione dei diritti in Internet (14 articoli), il documento pubblicato oggi sul sito della Camera e scritto da una Commissione istituita dalla presidente, Laura Boldrini. Una sorta di versione beta, dunque, in attesa di quella definitiva che sarà il frutto di una consultazione online aperta a tutti i cittadini. Dal 27 ottobre e per quattro mesi chiunque lo vorrà potrà contribuire al testo con commenti e suggerimenti.

Il funzionamento democratico delle istituzioni – La garanzia dei diritti in Internet, si legge nel preambolo, “è condizione necessaria perché sia assicurato il funzionamento democratico delle istituzioni, e perché si eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale”.

I diritti fondamentali – Fin dal primo articolo della bozza si cerca di abbattere il presunto muro che separa la vita online da quella fuori da Internet: “Sono garantiti – scrive infatti la Commissione – i diritti fondamentali di ogni persona riconosciuti dai documenti internazionali, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni e dalle leggi”.

Il diritto all'oblio – Tra i 14 articoli del testo si ritrovano molti temi che sono stati al centro delle cronache, non solo italiane. E' il caso del diritto all'oblio sancito nel maggio scorso dalla Corte europea. Partendo da un caso spagnolo, i giudici hanno riconosciuto la possibilità per i cittadini europei di far rimuovere dai motori di ricerca i link ritenuti "irrilevanti o inadeguati". Nel testo della Commissione si specifica anche che “se la richiesta di cancellazione (…) è stata accolta, chiunque ha diritto di conoscere tali casi e di impugnare la decisione davanti all’autorità giudiziaria per garantire l’interesse pubblico all’informazione”.

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