Nozze Gay, Marino: "Sabato prossimo farò le trascrizioni"

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Il sindaco di Roma, ospite de L’Intervista, interviene sulle polemiche nate dalla circolare di Alfano che invita i primi cittadini a non registrare i matrimoni omosessuali contratti all’estero. Quagliariello (Ncd): “Confronto con dem su unioni civili”

"I sindaci hanno la sensibilità del contatto coi cittadini, e mi chiedono di riconoscere il loro stato nuovo di famiglia. Io sono sensibile a questa richiesta. Noi sindaci stiamo proponendo questo con insistenza al Parlamento e anche con una provocazione. Io non chiedo ai miei funzionari con una ordinanza di effettuare le trascrizioni: le farò io sabato prossimo ad alcune coppie che me l'hanno chieste. Spero che questo smuova un parlamento rimasto indietro, solo Italia e Grecia non hanno una legge". Così il sindaco di Roma Ignazio Marino, ospite insieme al senatore Ncd Gaetano Quagliariello de L’Intervista di Maria Latella su Sky TG24 (QUI LA VERSIONE INTEGRALE), interviene sulla polemica scaturita dalla circolare del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha invitato i primi cittadini di non trascrivere le nozze tra persone dello stesso sesso contratte all’estero. Un invito contro il quale si sono opposti diversi sindaci. Primo tra tutti quello di Bologna Virginio Merola.

Quagliariello: "Confronto con dem su unioni civili" - Di diverso avviso Quagliariello, per il quale i sindaci dovrebbero rispettare la legge. E attacca: "I sindaci più attivi sui registri delle unioni civili sono anche quelli che hanno la Tari e la Tasi più alta. Forse è un modo per non farlo sapere ai cittadini". Poi però apre: "Noi non ci chiudiamo di fronte alla prospettiva di una legge che regoli le unioni civili. Di questo argomento, io personalmente ho discusso con Scalfarotto e Faraone per arrivare a un punto che possa essere la posizione del governo. E' da molti mesi che ragioniamo di queste cose. Abbiamo cercato con il Pd un unico punto di vista del governo".

Opera, Marino: "Non si può chiudere per 15 persone" - Intervenendo poi sul Teatro dell'Opera, dopo i licenziamenti di coro e orchestra che ora saranno esternalizzati, il sindaco della capitale Marino ha detto: "Non si può chiudere il Teatro dell'Opera di Roma, che è pagato dai cittadini romani, per 15-18 persone". E ancora: "Non ho mai pensato che attraverso la lirica, nella quale siamo punto di riferimento del mondo, si possano avere dividendi. Ma ogni famiglia romana paga una tassa di trenta euro l'anno per mantenere il Teatro dell'Opera. Negli ultimi anni Roma ha dato contributo di 107 milioni. Sono stati creati debiti per 29 milioni. Io ho voluto dialogare col governo, che offre a tutti i teatri lirici in crisi l'accesso a una legge per risanare. Ma abbiamo anche avuto persone che sono arrivate a Caracalla, pagando il biglietto, magari da New York o da Sydney, e si sono trovate un soprintendente che ha detto loro: non c'è lo spettacolo. Abbiamo seguito tutte le linee della democrazia. Dobbiamo chiudere un teatro per 15-18 persone? Dobbiamo andare avanti e scegliere orchestrali e coristi sulla base del merito".

L'INTERVISTA INTEGRALE

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