Grillo: martedì M5S a Genova, blocchiamo la "peste rossa"

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"Basta dialogo, ora governiamo noi". Il leader del Movimento chiude la kermesse al Circo Massimo. Attacca la massoneria e ripete: no alla presenza dei nostri nei talk show. Infine rilancia il referendum sull'euro: il 70% voterà con noi

Il referendum sull'Euro, la scelta di ritornare nelle piazze lontano dai divanetti parlamentari e dai salotti delle tv, ma soprattutto il ricompattamento di militanti e "politici" attorno a Beppe Grillo e contro la "peste rossa" dei Dem. E' questa l'eredità politica della festa del M5S al Circo massimo. Una linea dettata dall'ex comico genovese che, alternando i suoi interventi dal palco e tra i gazebo (o addirittura su una gru a 20 metri di altezza), si riprende il partito. E indica la strada: nessun dialogo con il governo di Matteo Renzi o, come preferisce chiamare il mondo istituzionale, con "il sistema". Che, secondo l'ex comico genovese, è guidato dai "massoni": "Nulla contro di loro ma, se vogliono andare al governo, si facciano il partito della massoneria e vengano eletti, altrimenti se ne vadano a fanculo", dice.

Grillo: blocchiamo la peste rossa - Il leader pentastellato se la prende poi con il Pd: lo definisce "una peste rossa che sta sommergendo l'Italia". E non usa il termine casualmente: il fango sta sommergendo la sua Genova  (tutte le foto - la mappa - i video). Come dire che l'alluvione è colpa dei politici della sinistra. Così invita il sindaco Marco Doria alle dimissioni ed annuncia che martedì sarà nel capoluogo ligure: "Andremo tutti a spalare - spiega - anche perché i nostri parlamentari sono già abituati a spalare in Parlamento".

Scherza su Di Maio - La questione interna della leadership la liquida con una battuta: "Abbiamo creato dei mostri - scherza - Abbiamo dei ragazzi meravigliosi, Di Maio, ma anche Di Battista. Io so che fine faremo io e Casaleggio: faremo gli europarlamentari con Mastella...", urla dal palco proprio dopo che i due "enfant prodige" cinquestelle avevano terminato i loro interventi.

La linea politica del M5S -
Per ora è l'ex comico a tracciare la linea politica; ad annunciare che "i parlamentari usciranno dal Parlamento, non dimettendosi, ma ricreando il Parlamento in piazza". A dire che a novembre inizierà la raccolta firme per il referendum sull'Euro: "Ne porteremo quattro, cinque, sei milioni. E anche se il Parlamento non è costretto per legge" a parlarne "sarà costretto dai 150 parlamentari che abbiamo". Sull'Euro sfida Lega e Fi: "Vedremo chi ha bluffato, vedremo se la Lega manterrà la parola e vedremo anche che dirà Brunetta". Ed ha una certezza: "Finira' 70 a 30" per chi vuole uscire. Infine, l'attacco diretto a Renzi: "L'Italia sta andando a bagno. Consigliamo a Renzi di affrettare il suo lavoro. Non abbiamo più mille giorni".

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