Jobs act, ecco cosa prevede la legge delega

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Le novità nel testo della riforma del lavoro: dal contratto a tutele crescenti alla riforma degli ammortizzatori, all'estensione dell'indennità di disoccupazione ai co.co.co. Dopo il Senato, il provvedimento dovrà passare all'esame della Camera. LA SCHEDA

Dal contratto a tutele crescenti alla riforma degli ammortizzatori, all'estensione dell'indennità di disoccupazione ai co.co.co: ecco le principali novità della legge delega sul lavoro sulla quale il Senato è chiamato a esprimere il suo voto di fiducia all'esecutivo. Il provvedimento è in prima lettura, dovrà cioè passare poi all'esame di Montecitorio (tutti i video sulla riforma). 

Riordino delle forme contrattuali e tutele crescenti - La delega prevede "interventi di semplificazione, modifica o superamento" delle oltre 40 forme contrattuali attualmente esistenti e l'introduzione" per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all'anzianità di servizio". Nessun riferimento, nel maxiemendamento, all'articolo 18. Ma il ministro Poletti spiega: resta per "i licenziamenti  discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare particolarmente gravi, previa qualificazione specifica della fattispecie".
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Demansionamento e controlli a distanza -
Viene introdotta la possibilità di demansionamento, ma con dei "limiti" che non erano presenti nel testo della delega licenziato dalla commissione Lavoro. La revisione della disciplina delle mansioni potrà avvenire "in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale individuati sulla base di parametri oggettivi, contemperando l'interesse dell'impresa all'utile impiego del personale con l'interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita ed economiche". Viene esteso l'utilizzo dei voucher "nei diversi settori produttivi", ma dovrà essere contenuto al di sotto di un tetto di reddito annuale del lavoratore di 5000 euro. La delega elimina il divieto dei controlli a distanza previsto dallo Statuto dei lavoratori.

Cig e disoccupazione - Scompare la cassa integrazione in caso di cessazione dell'attività dell'azienda o di un ramo, e l'erogazione sarà concessa solo nel caso in cui non sia possibile ridurre contrattualmente l'orario di lavoro, ad esempio attraverso contratti di solidarietà. Questi ultimi saranno estesi alle aziende che attualmente non possono usufruirne (Pmi sotto i 15 dipendenti) e potranno essere utilizzati anche per creare nuova occupazione: sarà possibile infatti una riduzione dell'orario di lavoro dei dipendenti a fronte di nuove assunzioni. La delega prevede "la possibilità di destinare gli eventuali risparmi di spesa" derivanti dall'attuazione della legge Fornero del 2012 al finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali. L'assicurazione sociale per l'impiego (Aspi) viene rimodulata "rapportando la durata dei trattamenti alla storia contributiva del lavoratore" ed omogeneizzando "la disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi". L'indennità di disoccupazione viene estesa anche ai co.co.co. Per questi ultimi è prevista l'introduzione, "eventualmente in via sperimentale", di un compenso orario minimo.

Il contratto di "ricollocazione" -
Arriva poi il "contratto di ricollocazione" che prevede che la remunerazione per le agenzie del lavoro sia legata ai risultati ottenuti nel reinserimento del lavoratore disoccupato. Viene istituita "un'Agenzia nazionale per l'occupazione, partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata dal ministero del Lavoro, al cui funzionamento si provvede con le risorse" gia' disponibili e con quelle che arriveranno dalla "razionalizzazione degli enti strumentali e degli uffici del ministero del Lavoro".

Maternità e ferie solidali -
La delega prevede l'introduzione universale dell'indennità di maternità e il diritto per le lavoratrici madri parasubordinate all'assistenza anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. Per contrastare la pratica delle cosiddette "dimissioni in bianco" sono previste "modalità semplificate per garantire data certa nonché l'autenticità della volontà del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro". Viene data, infine, ai lavoratori la possibilità di cedere parte delle loro ferie annuali retribuite a colleghi con figli minori malati gravi.

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