Alfano: "No a trascrizioni nozze gay". Sindaci in rivolta

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Dopo che alcuni comuni hanno deciso di istituire un registro per i matrimoni omosessuali contratti all'estero, il ministro invia una circolare: "Vanno cancellati". Il primo cittadino di Bologna: "Non obbedisco". Il Pd: "Serve una legge"

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano annuncia l'invio di una circolare ai prefetti, affinché invitino formalmente i sindaci a cancellare le trascrizioni delle nozze gay contratte all'estero, ed è subito rivolta tra i primi cittadini: da Bologna a Napoli, da Roma a Grosseto, i sindaci non ci stanno e invitano alla disobbedienza. La maggioranza di governo si spacca, fra Ncd che sostiene Alfano e Pd e Sel che lo invitano a lasciar fare al Parlamento, mentre tutte la comunità gay, sia di sinistra che di destra, punta il dito contro il ministro.
Tra gli ultimi episodi in tal senso, quello dello scorso settembre, quando il sindaco di Bologna si è scontrato con il prefetto proprio in merito all'istituzione di un registro di matrimoni omosessuali. Mentre lunedì scorso il prefetto di Firenze ha invitato il sindaco di Empoli Brenda Barnini a non trascrivere le nozze gay contratte all'estero.

Alfano: "Quei matrimoni non possono essere trascritti" - "Il punto - ha premesso il ministro Alfano intervenendo a Rtl 105.5 - è uno: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane. In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge". Poi, in serata, pubblica la circolare che ha inviato ai prefetti via Twitter e dice:



Il sindaco di Bologna: "Circolare stupida"
- Immediata la replica del primo cittadino di Bologna Virginio Merola alle parole di Alfano: "Rispondere con circolari a questioni che riguardano la vita concreta di tante persone non è solo burocratico, ma è anche tragicomico". E aggiunge: "Leggeremo la loro stupida circolare, annulleranno l'atto, non sarò certamente io a farlo e si assumeranno le loro responsabilità".

Altre reazioni - Ma quella del sindaco di Bologna non è stata l'unica reazione. A intervenire anche altri sindaci. Tra questi il primo cittadino 5 Stelle di Parma Federico Pizzarotti, che su Facebook dice: "Anche se sono azioni simboliche, il gesto del sindaco di Bologna è un gesto di civiltà che l'Europa ormai riconosce. I Comuni si facciano promotori, ma spetta al Parlamento adeguarsi alla civiltà dell'Europa".
E sul caso intervengono anche alcuni parlamentari. Tra tutti si segnala il presidente del Pd, Matteo Orfini, che ad Alfano consiglia "invece di annullare le trascrizioni dei matrimoni gay preoccupiamoci di renderli possibili anche in Italia".

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